L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 26 ottobre 2020

Il Grande Reset, il covid/lockdown/coprifuoco è strumento dell'Occidente per distruggere uomini, merci, capitali e mezzi di produzione

QUESTA NON E' UNA RECESSIONE, MA LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE PER CHI NON LO AVESSE ANCORA CAPITO🤫🤫🤫

Nelle mie letture serali, sto seguendo e leggendo i documenti che il World Economic Forum (WEF) pubblica e mette a disposizione per chi sa leggere in inglese

Il documento in sostanza spiega senza mezzi termini che la recessione dovuta ai lockdown non è un fatto negativo, ma è un'occasione preziosa per togliere di mezzo finalmente alcuni mercati giudicati obsoleti e sostituirli con 20 nuovi grandi "mercati" che permetteranno una gloriosa rinascita in tutti i paesi che aderiranno a questa "rivoluzione".

La parola "mercato", usata nel documento, è assolutamente riduttiva, perché in realtà si tratta di 20 nuovi sistemi economici, sociali e politici che cambieranno il nostro modo di lavorare, di produrre, di prendere decisioni politiche e, non ultimo, di usare il nostro denaro.

Tra parentesi, consiglio la lettura del documento a tutti coloro che devono prendere decisioni di investimento, in quanto le aree produttive e tecnologiche coinvolte in questi 20 "mercati" saranno anche i settori dove sarà più vantaggioso investire in borsa.
E questo, specialmente in caso di vittoria dei Democratici alle elezioni USA (un Grande Reset in cui mancasse il contributo di un paese come l'America, sarebbe solo un "Mezzo Reset").

Il documento fa anche una disamina dei vari paesi del mondo, facendo una distinzione ben precisa del ruolo che potranno avere in questo "Reset".

Ed è qui che possiamo iniziare a capire meglio cosa c'entra l'Italia in tutto questo...

Quali paesi governeranno il "Grande Reset" e quali lo subiranno

I paesi piu' qualificati per governare il Grande Reset sono:

- Per il loro elevato sviluppo socio istituzionale:

Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Germania e Norvegia.

- Per le loro potenzialità di generare dirompenti innovazioni tecnologiche:

Giappone, ancora Germania, Stati Uniti, Sud Corea e... Francia (sic!).

Seguono poi paesi con economie ricche, ma con un sistema tecnologico immaturo che richiede ulteriore innovazione:

Medio Oriente (Bahrain, Saudi Arabia, United Arab Emirates), Est Asiatico (Indonesia, Malaysia) Isole (Barbados, Cipro, Malta, Mauritius, Seychelles) Africa (Kenya e Namibia).

Per ultimi vengono citati paesi con economie avanzate (anche se obsolete) che richiedono un reset sociale e istituzionale

Indovina chi fa parte di questo gruppo?

Oltre ai paesi del gruppo BRICs, abbiamo qui Repubblica Ceca, Israele, Italia, Giappone, Spagna, Polonia e Ungheria.

Questi paesi hanno due alternative:

- restare indietro e subire tutte le conseguenze della recessione causata dai vari lockdown, oppure...
- modificare profondamente la propria società e le proprie istituzioni per renderle adatte a sviluppare i 20 nuovi settori instaurati dal Grande Reset.

Ora il lockdown ci sembra molto piu' comprensibile...

Da tutto questo discorso possiamo spiegarci alcune cose del lockdown italiano che ci erano sempre apparse strane. Ad esempio:

1. Perché il governo non sembra preoccupato di "darsi la zappa sui piedi" portando alla morte alcune attività che in fondo gli pagano le tasse?

Risposta:

Alcune attività produttive giudicate "sacrificabili" dal Grande Reset possono essere colpite dal lockdwon senza rimorsi.

Anzi, come abbiamo detto, la teoria del "Grande Reset" ritiene auspicabile che il lockdown spazzi via i settori produttivi piu' obsoleti, perché (cito): " high levels of concentration and market power in adjacent industries to the new markets might slow down or even curb the establishment of such new markets" (la forte presenza e la persistente forza di mercato di settori già esistenti, possono rallentare o ostacolare l'affermazione dei nuovi settori).

La tua impresa è fra quelle considerate "sacrificabili"? Lo scoprirai quando il secondo lockdown non si farà scrupolo di varare misure che la affosseranno del tutto.

2. Perché il governo mette in lockdown le prestazioni sanitarie ordinarie pur sapendo di allungare cosi' le liste di attesa a livelli tali da rendere poi quasi impossibile smaltirle nei prossimi anni?

Risposta:

Il Grande Reset prevede un rapporto diverso tra istituzioni e i nuovi settori.

Tra questi "nuovi settori" ci sono anche nuove forme di assistenza medica e di servizi e prodotti sanitari che verranno diffusi in modo molto diverso da oggi.
In futuro, le istituzioni pubbliche non saranno piu' un ostacolo alla diffusione di tali servizi, che diventeranno in gran parte a pagamento. Al contrario, ci sarà una perfetta sinergia tra la politica e le esigenze di marketing di "Big Pharma" e degli altri settori della scienza medica. Ma per arrivare a questo, bisogna prima neutralizzare e rendere inutilizzabili i servizi sanitari tradizionali.

3. Perché il governo sembra in alcuni casi andare controcorrente rispetto alle direttive del Grande Reset, ad esempio promuovendo ancora la scuola in presenza come un "valore" quando la didattica digitale è al contrario tra le priorità del Grande Reset?

Risposta:

l'Italia cercherà sicuramente di attuare i drastici cambiamenti richiesti dal Grande Reset...ma ci sono alcuni campi un po' complicati in cui il cambiamento sarebbe uno shock per la popolazione o andrebbe contro gli interessi dei gruppi di potere che lo sostengono. Per tale ragione, il governo cercherà sempre di capire in quali settori potrà "scappottarsela", ritardando un po' il cambiamento e facendo il "finto tonto".

D'altra parte, i fautori del Grande Reset sanno bene che non tutti i paesi "fanalini di coda" dell'elenco precedente (fra cui l'Italia) riusciranno a realizzare del tutto o in parte l'ideale cambiamento da loro propugnato.

Come avviene già da anni fra i paesi membri dell'UE, anche il Grande Reset tollererà la presenza di "pecore nere" da sovvenzionare con soldi pubblici mentre vanno alla deriva della storia (e l'Italia è un buon candidato per questo ruolo). Purché questi paesi non combattano i cambiamenti in atto e rinuncino ad essere protagonisti sulla ribalta internazionale, limitandosi a fare da utili comparse in alcuni scenari, soprattutto quelli di guerra.

I lockdwon non sono tutti uguali. Non tutti i paesi che li adottano avranno i benefici promessi dall'ideale del Grande Reset

In sostanza, quindi, possiamo dire che in questo secondo lockdown l'Italia puo' procedere con maggior sicurezza nel limitare i diritti costituzionali delle persone e nell'instaurare fenomeni recessivi che potranno distruggere alcuni settori, sia privati che pubblici.

In questo movimento globale coordinato, si mescolano come sempre interessi generali (gli ideali del Grande Reset) e interessi locali (le esigenze di consenso interno e gli interessi di bottega dei vari supporter governativi).

Diciamo che il World Economic Forum fornisce la cornice ideale, gli strumenti scientifici e tecnologici, le direttive generali che permettono a ogni lockdown di avere un senso storico e quindi una giustificazione politica e morale.

Nei singoli paesi dove il lockdown viene concretamente praticato, sussistono pero' delle differenze che influenzeranno il "grado di perfezione" con cui il Grande Reset verrà applicato.

I paesi non sono tutti uguali e quindi non faranno tutti lo stesso balzo in avanti economico e sociale auspicato dal Grande Reset.

Per alcuni di questi, la recessione non sarà un "evento salvifico", una seconda nascita di stampo quasi religioso, sarà recessione e basta...

In conclusione, certamente il processo di "reset" è iniziato anche in Italia, ma fino a quale profondità e in quali settori si spingerà in questo angolo di mondo è ancora presto per dirlo.

Al momento, di certo possiamo dire che la sanità, il denaro digitale e poco altro sono già in profonda trasformazione. Ma ci sono li' fuori altri 18 settori strategici che l'Italia non ha nemmeno iniziato a sfiorare col pensiero, figuriamoci iniziare una profonda riforma all'interno di essi...

Man mano che il governo sarà costretto dalle pressioni internazionali a "resettare" gli altri elementi del proprio tessuto sociale, politico ed economico, noi saremo pronti a segnalartelo e a suggerire le necessarie contromisure.

Per ora, i documenti del World Economic Forum ci forniscono con chiarezza e dovizia di particolari la strada già tracciata. E questo ci permette di essere molto più preparati a interpretare le prossime mosse del governo italiano all'interno di questa rivoluzione generale.

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