L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 19 ottobre 2020

Il Mose a giorni alterni e la realtà si mangia l'opera individuata fin dalla sua nascita come la bella incompiuta ed inutile spargimento corruttivo per macinare soldi per i delinquenti

Venezia – Il Mose non funziona e Piazza San Marco si allaga

-17 Ottobre 2020

Tourists and residents wade through high water in Venice, Italy, 24 November 2019. ANSA/ANDREA MEROLA

Anche oggi l’acqua alta si è fatta sentire a Piazza San marco nel centro storico di Venezia ma a causa di una altezza non elevatissima non sono potute entrate in funzione le paratoie del Mose, la piattaforma che ha fatto il suo esordio proprio in settimana quando la marea ha superato i 135 centimetri.

Piazza San Marco a Venezia di nuovo alle prese con allagamenti, invasa dall'acqua alta che per il terzo giorno consecutivo ha interessato la città. Anche oggi infatti l‘alta marea si è fatta sentire nel centro storico del capoluogo Veneto ma a causa di una altezza non elevatissima non sono potute entrate in funzione le paratoie del Mose, la piattaforma che ha fatto il suo esordio proprio nelle scorse settimane settimana quando la marea ha superato i 135 centimetri replicando poi nei giorni successivi.

Oggi si è toccato quota 105 centimetri e, come prevedono i protocolli di messa in funzione del Mose, la struttura non è stata attivata. Tutto il centro storico di Venezia dunque è stato allagato . Oltre ai 105 centimetri di Piazza San marco, si sono raggiunti i 110 centimetri di acqua al Lido e ben 112 centimetri, il massimo odierno, a Malamocco.

Una situazione che già si era presenta nei giorni scorsi e che, dopo l’esultanza e l’euforia per l’esordio del Mose, ha creato non pochi dubbie interrogativi sul funzionamento delle paratie che dovrebbe salvare Venezia scaldacqua alta. Molti quelli che chiedono che venga sollevato anche in condizioni di mare come quella di oggi anche se i costi sono molto elevati.
Polemiche però si sono levate anche per lo stesso funzionamento delle barriere che di fatto interrompono la navigazione in zona, elemento essenze per una città come Venezia.

“È ora di cominciare a studiare la possibilità di sollevare il Mose per intero ma non in contemporaneità tra le tre barriere, per ottimizzare sia la salvaguardia di Venezia sia la navigazione” ha osservato ad esempio Cinzia Zincone, Provveditore alle opere pubbliche del Triveneto, parlando delle polemiche legate al blocco delle attività portuali per l’attivazione delle paratoie mobili. “Se possiamo ottenere lo stesso effetto di salvaguardia semplicemente sollevando la barriera di Malamocco con un lieve ritardo rispetto alle altre questa potrebbe essere una soluzione che consente di mitigare gli effetti sulla navigazione.

Non può comunque diventare una regola perché la funzionalità delle soluzioni dipende di volta in volta dalle condizioni meteo-marine e atmosferiche” ha aggiunto Zincone.

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