L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 19 ottobre 2020

Il movimentismo e le battute ad effetto che piacciono al popolo di Facebook di De Luca coprono l'enormi spese fatte in Campania per i malati di covid-19

Ecco come le regioni hanno speso i soldi anti Covid

18 ottobre 2020


Quella che ne esce peggio è la Campania, che risulta avere speso cifre altissime in paragone alle dimensioni effettive dell’emergenza, 337 milioni e 245 mila euro, poco meno dei 391 milioni e 141 mila della Lombardia, che ha due terzi degli abitanti in più, ma soprattutto che ha avuto molti più contagiati. 

L’analisi di Truenumbers

Un report dell’Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione) mostra come fino a fine aprile le sole regioni abbiano speso 2 miliardi e 567 milioni di euro aggiuntivi proprio per la pandemia, cui vanno aggiunti 3 miliardi e 221 milioni spesi centralmente da Consip, dal Commissario per l’Emergenza, dalla Protezione Civile.

Tre quarti degli esborsi sono stati per le mascherine, solo il 10% per ventilatori e tamponi. Ma il dato più interessante riguarda la differenza di spesa tra le diverse regioni italiane, soprattutto in proporzione al peso dell’emergenza in termini di contagiati e di tamponi effettuati.

E’ ovvio che queste variabili, la spesa, i contagi, i tamponi, non sono collegabili in modo perfetto, si acquistano mascherine in modo preventivo, così come ventilatori. Tuttavia dividere le somme erogate per gli infetti e i test effettuati è anche un metodo per affermare quanto questi ultimi siano costati e quanto le regioni siano state efficienti.

Quella che ne esce peggio è la Campania, che risulta avere speso cifre altissime in paragone alle dimensioni effettive dell’emergenza, 337 milioni e 245 mila euro, poco meno dei 391 milioni e 141 mila della Lombardia, che ha due terzi degli abitanti in più, ma soprattutto che ha avuto molti più contagiati.

LA SPESA PER CONTAGIATO, REGIONE PER REGIONE

Se il calcolo è però fatto in rapporto ai contagi la Lombardia appare ancora più virtuosa. Con 5178 euro per positivo è quella che ha speso meno dopo Valle d’Aosta e Molise, rispettivamente con 3938,5 e 4855,8 euro. Lontanissima la Campania, con 76.308 euro per ogni contagio. La media italiana è di 12.492,7 euro, e vine superata da ben 12 regioni, in particolare del Centro-Sud. Infatti dopo la Campania in questa speciale classifica ritroviamo con 40.280 e 36.828,2 euro al secondo e terzo posto Toscana e Sardegna.

IL MOLISE LA REGIONE CON LA MINORE SPESA

La Campania ha speso 4.434,6 euro per ognuno dei 76.108 tamponi effettuati fino al 30 aprile, e 76.308,4 euro per ognuno dei 4.423 contagiati nello stesso periodo. Se guardiamo in particolare ai tamponi questi rapporti ci dicono anche quanto la spesa sia stata efficiente nel produrne in numero sufficiente. Come sappiamo nella fase più cruda dell’emergenza uno dei principali problemi era la carenza di test, che portavano a sottostimare i contagi reali. Dopo la Campania sono state Toscana e Liguria le regioni in cui si è speso di più in proporzione ai tamponi effettuati, con 2655,6 e 2280,6 euro per ognuno. Al contrario in fondo alla classifica appaiono Calabria, Umbria e Molise, che in generale hanno fatto pochi test, ma è che hanno anche speso meno che altrove, così a fine aprile gli euro erogati per tampone erano rispettivamente 432,9, 240,1 e 224,5.

La Lombardia, la regione maggiormente sotto i riflettori, si ritrova a metà classifica. Ha versato 1040,3 euro in proporzione a ogni tampone fatto, comunque meno della media nazionale di 1296,9 euro, una media chiaramente trascinata in alto dalla Campania.

(Estratto di un articolo di Truenumbers, qui la versione integrale)

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