L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 27 ottobre 2020

Il Progetto Criminale dell'Euro ha impedito all'Italia di crescere e ora con il Grande Reset la Bce fa il lavoro che qualsiasi banca centrale dovrebbe fare, prestatore di ultima istanza, rendendo il Mes e il Recovy Fund strumenti obsoleti. Il covid/lockdown/coprifuoco da una parte deve distruggere uomini, merci, capitali e mezzi di produzione in Occidente d'altra ha evidenziato che i soldi ci sono basta un clic di una banca centrale ma non si voleva ne potevano creare il Progetto dell'Euro era la disarticolazione dei paesi e all'interno di questi tra i ricchi e la moltitudine

BTP infettati da debito pubblico, ora da bolla ‘grazie’ a Bce. Ex FMI: ‘l’Italia e la follia dei mercati”

26/10/2020 09:03 di Laura Naka Antonelli

Basta dare una occhiata allo spread BTP-Bund e ai tassi sui BTP italiani per capire fino a che punto i mercati siano distorti. Parola di Desmond Lachman, docente presso l’American Enterprise Institute ed ex vice direttore del dipartimento di Sviluppo e revisione del Fondo Monetario Internazionale.

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse
02 Giugno 2020 Roma (Italia)
Cronaca
Festa della Repubblica ,molte persone aspettano il passaggio delle frecce tricolore
Nella Foto : via del Corso
Photo Cecilia Fabiano/LaPresse

“Chiunque abbia dubbi su come i mercati dei debiti globali siano ormai distorti a causa degli acquisti di bond (sovrani) effettuati dalle banche centrali, dovrebbe guardare al mercato dei titoli di stato dell’Italia. Grazie al programma massiccio di acquisto dei bond lanciato dalla Banca centrale europea (Bce), un governo altamente indebitato come quello italiano può ora contrarre prestiti nel breve termine a un tasso di interesse pari a zero, e in un orizzonte di 10 anni a un tasso inferiore all’1%”.
Roba da pazzi, secondo Lachman, che prosegue, non nascondendo un certo sarcasmo:
E “non importa che la pandemia COVID-19 abbia messo il debito sovrano italiano in un percorso insostenibile, indebolendo il suo sistema bancario già instabile. Non importa allo stesso modo che, stretta nella camicia di forza dell’euro e impantanata in una recessione economica profonda, l’Italia abbia poche prospettive per riuscire a sanare i suoi conti pubblici presto”.
Desmond Lachman è noto per gli articoli con cui ha descritto i problemi endogeni dell’Italia.
Già a maggio, aveva paventato il peggio per il paese, pronosticando un’intervento da parte dello Stato per salvare le banche strozzate dalla crisi COVID-19, per un importo pari al 10-15% del Pil italiano, definendo il sistema bancario italiano “shaky”, “instabile”.
“Epicentro della pandemia europea del coronavirus – aveva avvertito l’ex FMI – “l’economia italiana secondo le stime ufficiali dovrebbe crollare del 10% circa nel 2020: una situazione che, probabilmente, metterebbe i conti pubblici in una traiettoria chiaramente insostenibile”.
Lachman aveva prospettato uno scenario di rialzi del debito-Pil, visto che “il paese continua ad avere difficoltà a generare una crescita economica”, proprio a causa di quella camicia di forza dell’euro che l’ex Fmi non dimentica di citare in quasi ogni articolo che scrive e che verte sull’Italia.
Anche in quest’ultimo, parla di un “euro straitjacket” (camicia di forza, per l’appunto), che priva il paese di una politica monetaria indipendente o di una politica di tassi di cambio che, se ci fossero, potrebbero agire magari alla stregua di cuscinetto o scudo.
Allo stesso tempo, l’articolo è un’accusa contro la politica monetaria della Bce, che sta distorcendo i mercati dei debiti sovrani, gonfiando praticamente il valore dei BTP:


“Se il mercato dei capitali funzionasse in modo appropriato, i tassi di interesse italiani salirebbero rispetto a quelli degli altri paesi, per riflettere il forte peggioramento delle finanze pubbliche. Ma queste utili indicazioni di mercato ora sono ostacolate dagli acquisti massicci di bond da parte della Bce, che non si limita più, con il suo strumento di Quantitative easing, ad acquistare i bond sovrani in relazione ai contributi di ogni paese al suo capitale (regola del capital key), visto che sta acquistando ora un ammontare immenso di bond italiani in modo sproporzionato. Di fatto, negli ultimi mesi, si stima che la Bce abbia continuato ad acquistare bond governativi italiani sul mercato secondario per un ammontare superiore ai bisogni di finanziamento del paese”.
Lachman ammette che lo shopping che la Bce sta facendo di titoli governativi italiani è una strategia per sventare il pericolo che si verifichi un altro debito sovrano del paese.
“Ma, nel continuare ad agire in questo modo, (la Bce) sta incoraggiando gli investitori a continuare a erogare prestiti a un paese che, in base a qualsiasi parametro di giudizio ragionevole, dovrebbe essere considerato alle prese con un problema molto grave di solvibilità. A meno che non crediamo che la Bce possa essere pronta ad acquistare più di 500 miliardi di euro di bond governativi italiani da qui all’infinito, prima o poi per chi acquista i BTP arriverà il giorno del giudizio“.

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