L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 20 ottobre 2020

Il Progetto Criminale dell'Euro mostra crepe paurose. Oggi si stampano monete con un clic, lo si poteva fare anche ieri per creare lavoro per combattere la disoccupazione, la povertà, le diseguaglianze

L’austerità ha fallito, ma non sanno cos’altro fare

di Kartana
11 ottobre 2020

Ieri, sabato, ho dato un’occhiata ai giornali economici. Motivo: di solito in questo giorno fanno riflessioni economiche.

Non ho trovato nulla; marchette ad esponenti governativi su quanto è bella l’Europa. Poco altro…

Non è così, nella realtà che i media non vedono. Da un pò stanno uscendo dichiarazioni altisonanti, la stessa Lagarde, in cui si dice che il modello dell’output gap e del Nawru, su cui si è basata l’austerità europea negli ultimi 10 anni, è sballato, privo di senso economico, non attinente alla realtà fattuale economica.

Noi che sia anche questa una “novità”. Personalmente scrivo da anni che l’Italia vive molto al di sotto delle sue possibilità. Il modello fu imposto dai tedeschi guidati da Schaeuble, delfino di Franz Joseph Strauss, faro dei leghisti negli ultimi 30 anni.

Lo scopo, non dichiarato, era accelerare la “guerra di capitali” per portare ricchezze dai paesi Piigs, persino dalla stessa Francia, in Germania e in Olanda. Come ebbe a dire, senza conseguenze politiche, si butta il sasso poi si nasconde la mano, lo stesso Vincenzo Visco, quattro anni fa, “la Germania, per la terza volta in un secolo, ha distrutto l’Europa“.

E’ stata una guerra di capitali all’interno della pluridecennale guerra di classe, volta a contrastare la caduta del saggio di profitto e a dominare il continente.

Nel ’43 fecero razzia di oro. Nell’ultimo decennio hanno fatto man bassa di risparmio con i risparmiatori terrorizzati dal bail in, non a caso imposto dai tedeschi.

Ma i giornali, e voi stessi, parlate di mascherine, di lockdown, di restrizioni, di libertà. La realtà è che questo modello adottato nell’ultimo decennio ha distrutto la sanità italiana, non sanno come venirne a capo e si inventano tutte queste cose per non dire: abbiamo fallito.

Ma hanno fallito non nel contrasto al Covid, ma a livello economico, alla cui base c’è la possibilità di gestire, o non gestire, il Covid.

Se la Lagarde si lascia sfuggire certe considerazioni non è perché abbia a cuore il nostro Paese (e tantomeno i lavoratori di tutta Europa), ma si rende conto di come sta messa ora la sua Francia, una situazione impensabile fino a pochi decenni fa.

L’euro è stato un colossale fallimento, il Covid passerà, ma le macerie economiche, prima o poi, bisognerà toglierle dalla strada.

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