L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 25 ottobre 2020

Il tasso medio di letalità del SARS-CoV-2 sotto i 70 anni è dello 0,05%. Non dobbiamo dirlo alle televisioni, giornaloni, giornalisti di professione ai politici tutti, andrebbe contro la narrazione che ci vogliono imporre

CLAMOROSO STUDIO DELL’OMS: COVID-19, IL TASSO DI LETALITÀ SOTTO I 70 ANNI È DELLO 0,05%

25 ottobre 2020


Quando le notizie arrivano da fonti ufficiali ci si attende una diffusione importante soprattutto se i dati sono clamorosi e se possono contribuire a fare chiarezza, ad evitare paure e preoccupazioni. Va bene che l’Organizzazione Mondiale della Sanità di imbarazzanti marce indietro ne ha fatte parecchie, ma questa volta nel suo bollettino pubblica uno studio che non può restare nel silenzio: il tasso medio di letalità del SARS-CoV-2 sotto i 70 anni è dello 0,05%. A dirlo è il dottor John Ioannidis, professore di Epidemiologia e Salute della popolazione all’Università di Stanford, uno dei massimi esperti mondiali di analisi dei dati in medicina.

E così, mentre in molti Paesi si assiste a misure di contenimento sempre più drastiche tra lockdown generalizzati, chiusure parziali e divieti che continuano a colpire indistintamente chiunque, questo studio porta alla luce dei dati che dovrebbero far riflettere e indirizzare le azioni dei governi, governi che ormai hanno ceduto la loro agenda a quel gruppo di “esperti” che appare poco incline al confronto con chi ha una visione diversa.
Così si continuano a limitare libertà e diritti di milioni di persone, si devastano interi settori dell’economia, si creano le condizioni ideali perché la criminalità organizzata possa aumentare il proprio peso e la penetrazione negli strati meno abbienti della società mentre gli effetti psicologici, anche su intere generazioni, forse è ancora presto per poterli vedere.

IL PROFESSOR IOANNIDIS: “DA RIVEDERE LE PRECEDENTI STIME”

È scritto nero su bianco nel bollettino dell’OMS: “I tassi di letalità dell’infezione sono molto inferiori rispetto alle stime fatte in precedenza”. Il professor John Ioannidis non è proprio l’ultimo arrivato, è un medico-scienziato, uno scrittore, un professore della Stanford University che ha fornito un importante contributo alla ricerca scientifica e all’epidemiologia. Tutti continuano a dire che di questo coronavirus si sa ancora poco, che gli studi proseguono, che una terapia non esiste e che gli effetti sono tutti da capire. Va bene. E allora, proprio per questo, non sarebbe opportuno allargare il confronto all’intera comunità scientifica, dar voce a professori ed esperti che sono arrivati a conclusioni diverse da quelle che ci vengono propinate quotidianamente ormai da mesi?

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