L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 30 ottobre 2020

La Cina lavora per ridurre l'anidride carbonica, il Grande Reset Occidentale vuole distruggere uomini, merci, mezzi di produzione e capitali

La Cina ha trovato (forse) un modo per assorbire più inquinamento di quanto ne produce

28 ottobre 2020

Veduta aerea del Yellow Sea National Forest Park a Dongtai, nella provincia cinese dello Jiangsu. AFP via Getty Images

Una buona notizia per l’ambiente, arriva, finalmente, dalla Cina. Lì, la politica aggressiva decisa dal governo di piantare alberi per mitigare l’effetto dell’inquinamento della produzione industriale, potrebbe dare risultati migliori di quelli attesi. Un team internazionale di ricercatori ha identificato due aree del Paese in cui la portata dell’assorbimento di anidride carbonica da parte di nuove foreste è stata sottostimata. Nel loro insieme, queste aree rappresentano poco più del 35% dell’intero “serbatoio” di carbonio terrestre della Cina, afferma il gruppo.

L’analisi dei ricercatori, basata su osservazioni da terra e da satellite, è riportata nella rivista Nature. I dati fanno ben sperare perché, ad oggi, la Cina è la principale fonte mondiale di anidride carbonica prodotta dall’uomo, responsabile di circa il 28% delle emissioni globali.

“Il raggiungimento dell’obiettivo zero netto della Cina entro il 2060, recentemente annunciato dal presidente cinese Xi Jinping, comporterà un enorme cambiamento nella produzione di energia e anche la crescita di pozzi di carbonio sostenibili”, ha detto il coautore Prof Yi Liu presso l’Istituto di Atmosfera Fisica (IAP), presso l’Accademia cinese delle scienze, Pechino, Cina. “Le attività di imboschimento descritte nel [nostro articolo su Nature] giocheranno un ruolo nel raggiungimento di tale obiettivo. Negli ultimi decenni sono stati piantati miliardi di alberi per contrastare la desertificazione e la perdita di suolo e per creare vivaci industrie del legno e della carta. Con gli anni,gli alberi si faranno sempre più grandi, e questo permetterà loro di assorbire sempre più anidride carbonica”

Nessun commento:

Posta un commento