L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 8 ottobre 2020

La Gran Bretagna ha provato a rubare l'oro del Venezuela

Oro di Caracas, Banca del Venezuela vince il primo round contro Alta Corte britannica

© Sputnik . Pavel Lisitsin
21:45 05.10.2020

In precedenza l'Alta Corte inglese e di Galles ha dato ragione alla Banca di Inghilterra, che rifiuta di restituire $1,13 miliardi di oro venezuelano custodito, perché non riconosce la legittimità di Maduro.

La banca centrale venezuelana (BCV) ha vinto il primo round di ricorsi contro una sentenza dell'Alta Corte di Inghilterra e Galles. La corte d'Appello del Regno Unito avrebbe infatti ribaltato la precedente sentenza del tribunale a favore della Banca di Inghilterra, riferisce un avvocato.

Lo scorso luglio la Corte suprema di Inghilterra e Galles aveva dato ragione alla Banca centrale britannica, Bank of England, che rifiuta di restituire l'oro venezuelano contenuto nei suoi caveau, dal valore pari a $1,13 miliardi, opponendo la questione dell'incertezza dovuta al fatto che Londra ha riconosciuto Guaidó come legittimo presidente ad interim del Venezuela e non Maduro, il soggetto richiedente. Contro questa decisione, Caracas ha fatto ricorso. 
La battaglia legale per l'oro venezuelano

A maggio, la Banca centrale del Venezuela (BCV) ha intentato una causa contro la Banca d'Inghilterra per recuperare il controllo sui suoi fondi depositati in Regno Unito, dopo che il governo Maduro ha affermato di averne bisogno per combattere contro il coronavirus.

La Banca d'Inghilterra, che non era pronta a restituire i fondi alla BCV, ha chiesto alla corte britannica di decidere chi deve essere riconosciuto come il vero presidente dal governo britannico. A luglio, l'Alta corte britannica ha deciso che fosse Guaido a essere riconosciuto "inequivocabilmente" dal Regno Unito come presidente del Venezuela e solo il suo governo ha il diritto di chiedere alla Banca d'Inghilterra la restituzione di circa 1,2 miliardi di dollari di riserve.

Caracas ha impugnato la decisione alla Corte d'Appello del Regno Unito, sostenendo la tesi per cui se Londra mantiene le relazioni diplomatiche con il Venezuela, riconosce de facto il governo di Maduro. E proprio su questo punto, durante l'udienza del processo che si è conclusa questa settimana, ha insistito il team legale di Maduro..

"Guaidó non è stato nominato, si è dichiarato presidente", ha detto alla Corte d'Appello l'avvocato della BCV, Dan Sarooshi.

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