L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 ottobre 2020

La narrativa, basata su fake news non tollera disturbo, è pronta a sparare a chi dissente, tra pochi i soldati circoleranno per le strade a imporre il verbo con armi e pallottole

 Questi napoletani saranno tutti morti. Il Covid non perdona.

(è colpa di Zangrillo)

De Luca deve stare tranquillo e non preoccuparsi: fra pochi giorni tutti i napoletani che hanno manifestato contro di lui saranno morti. Non avevano mascherine, non mantenevano le distanze sociali, sono usciti dopo le 23 nonostante il coprifuoco: quindi la pandemia li falcerà. A centinaia? A a migliaia. Riempiranno le terapie intensive e creperanno intubati e proni.

Vedrà centinaia di bare con i morti. Tutta la gente che non l’avrebbe più votato, seppellita.

Se poi invece i napoletani restano vivi e vegeti, si potrà dire che le restrizioni sempre più draconiane e vessatorie – adesso Conte parla di coprifuoco alle 18 – i distanziamenti, le mascherine, i tamponi, il terrore mediatico, hanno un solo vero scopo: quello ostacolare, ritardare, impedire che la popolazione raggiunga l’immunità di gregge? E superi questa “pandemia” come ha superato tutte le altre della storia, senza tenere popoli sani in prigione?

Avverto subito: non si può dire questo. E’ vietato. E’ anche pericoloso dirlo, si viene incriminati come negazionisti, che sta divenendo reato. Lo chiedono gli scienziati, gli intellettuali, i ricchi di stato.

Mentre infuriavano i disordini a Napoli, nella notte, in non so quale tv di stato lo scrittore De Carlo spiegava: “E’ colpa di Zangrillo, perché con le sue asserzioni negazioniste irresponsabili ha fatto credere alla gente che il Covid non esistesse più”. Questa è la narrativa approvata, e questa potete dire.

Se il governo è “costretto” ad anticipare il coprifuoco alle 18, è colpa di Zangrillo. Se i giovani quest’estate hanno sgavazzato nella movida diffondendo il contagio è colpa di Zangrillo. I disordini di Napoli sono colpa di Zangrillo.

Se fossi io il dottor Zangrillo, comincerei rapidamente a scorre la lista dei paesi senza accordi di estradizione in cui riparare. Qui sta diventando pericoloso, qui vige la democrazia:

Antonello De Pierro, è un PD.

Questo De Pierro è presidente del movimento politico Italia dei Diritti… quindi è qualificato, ha il diritto di sparare su chi gli disturba la narrativa.

Dall’invito a cantare sui balconi a quello di sparare sulla folla il passo è (stato) breve” (citaz. Marletta)

L’altra narrativa ammessa: i disordini di Napoli li ha organizzati la Camorra. Lo sostiene Parenzo, quindi è politicamente corretto e sanificato; lo sostiene Il Mattino, quindi si può dire. E mi raccomando: mascherina, tamponi due al giorno, state a casa.

https://www.maurizioblondet.it/questi-napoletani-saranno-tutti-morti-il-covid-non-perdona/

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