L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 20 ottobre 2020

La narrazione in cui siamo immersi grazie alle fake news dei mass media asserviti al potere dominante in Occidente

Il mondo raccontato dal Professore… sembra del tutto diverso! – Diego Fusaro conquista il Ticino

19 ottobre 2020

“Il nichilismo dell’Unione europea” di Diego Fusaro e Silvio Bolognini, che il professor Fusaro ha commentato sabato scorso a Savosa, davanti a un folto e attentissimo pubblico. Ha organizzato l’incontro l’associazione Fratria. Moderatore il giornalista ed economista Corrado Bianchi Porro, che ha saputo trarre il meglio dal mattatore della serata.


Dopo Dugin e Giulietto Chiesa – recentemente scomparso e ricordato all’inizio dell’evento – è dunque la volta di Diego Fusaro, filosofo, pubblicista e polemista di successo, personalità complessa e non facilmente inquadrabile, un marxista-sovranista che piace alla destra e viene bersagliato di critiche da sinistra e dagli ambienti “politicamente corretti”.

Diciamo subito che ascoltare Fusaro significa entrare in un altro mondo. Le “verità indiscutibili” propalate dai media dominanti appaiono all'improvviso fragili, o addirittura assumono l’aspetto di vere e proprie menzogne. Abbiamo avuto l’impressione che gli intervenuti fossero in cerca di una specie di “disintossicazione”. E che, alla fine, abbiano molto gradito il “trattamento” ricevuto.

Il discorso di Fusaro tende a illuminarci, in primis, sul mutamento profondo prodottosi nella realtà politica generale. Semplifichiamo (noi). C’era una volta 1) il confronto Stati Uniti-Unione Sovietica 2) un capitale che si collocava a destra e un proletariato collocato a sinistra 3) gli stati nazionali con le loro specifiche identità e i loro poteri istituzionali.


Oggi regnano liberismo e globalismo, e il Grande capitale, imponendo il Pensiero unico, tende a liberarsi da ogni condizionamento che possa rivelarsi d’impaccio: la nazione, la famiglia tradizionale con le sue differenze di genere e di ruolo, la religione. Tutto ciò dovrà essere superato e, alla lunga, annientato. Il fatale 2020 ha visto l’entrata in scena di un nuovo formidabile attore: la Pandemia, con il suo effetto di tragedia onnicoinvolgente e totalizzante.

Tema centrale della conferenza era l’Unione europea e Fusaro è partito, da bravo filosofo, citando Heidegger e Nietzsche, il filosofo della “morte di Dio” evocata nell’Also sprach Zarathustra”. Fusaro vede l’Unione europea come un unico grandissimo ufficio. È efficiente e repressiva, non ha entusiasmo e non ha progetto politico, si preoccupa unicamente del mercato, il nuovo dio. Si può affermare che in questo, in fondo, risiede il suo nichilismo.

In nome del mercato e dell’interesse del grande capitale, ad esempio, l’UE non ha esitato a gettare a terra la Grecia. Il tema dominante degli ultimi anni è stata la Brexit. Come si spiega questa separazione, che può suonare sconfitta? Per incominciare la Gran Bretagna non ha mai avuto l’Euro, una saggia decisione. Poi il fastidio per un’Europa dominata dalla Germania e il ricordo dell’antica fierezza l’hanno spinta a separarsi. Il lavoro e l’agricoltura hanno votato YES, la City ed Erasmus hanno votato NO.

Il pubblico ha avuto la possibilità di porre delle domande e ne ha largamente approfittato.

Sull’Italia. Salvini era sulla cresta dell’onda, aveva stravinto le elezioni europee e… ha riconsegnato il potere al sistema. Come è potuto accadere? (In effetti il comportamento del leader leghista è parso incomprensibile a molti). Risposta. Potrebbe essere stato costretto a rinunciare, avendo subìto forti pressioni in occasione del suo viaggio a Washington. Avrà una seconda chance? Chissà.

Armando editore, 240 pagine, 18 euro

Sulla religione. Su Ratzinger e Bergoglio. “Il capitale non ha bisogno di alcun dio” (essendo esso stesso un dio). Ma la Chiesa è cambiata molto, e molto rapidamente. Ricorda del Papa emerito Ratzinger (qui scatta l’applauso, il pubblico non nasconde affatto la sua simpatia) il magistrale discorso di Ratisbona. Un “ateismo liquido” (espressione audace, e pesante) regna oggi in seno alla chiesa cattolica. Dio esiste, ma si agisce come se non ci fosse.

A una domanda su Putin, Fusaro esprime posizioni profilate. Il presidente russo come figura positiva (benché proveniente dal comunismo), legato alla chiesa ortodossa. Putin successore del perdente Gorbaciov e del disastroso Eltsin; Putin capace di opporsi all’Occidente, alla Nato e all’UE, che fomentano torbidi in Bielorussia (“eroica” Bielorussia!) dopo aver intrigato in Ucraina, destabilizzandola.

A pochi giorni dal fatale 3 novembre, nessuno creda che non si sia parlato del pirotecnico Donald. “Peggio di Trump… c’è solo Biden!” ha dichiarato Fusaro suscitando l’ilarità del pubblico. Ma, se non c’è sfuggito qualcosa, non ha azzardato previsioni. Il Potere globalizzante aveva puntato su Hillary, e ha fallito. Oggi punta su Biden, ma si può dire che Trump sia l’espressione di un potere sostanzialmente diverso?

Non possiamo riportare tutto perché la conversazione, durata circa due ore, si è rivelata estremamente ricca di spunti. 

Ora non ci resta che ringraziare l’associazione Fratria per il bellissimo evento che ha concepito e organizzato, e il professor Fusaro, che con la sua analisi lucida e controcorrente ci ha allenati ad affrontare con fede (e combattiva sopportazione) la propaganda implacabile che ci bombarda e affligge ogni giorno.

Post scriptum. Che cosa manca, o potrebbe mancare? Una nuova intervista concessa a Ticinolive!

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