L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 23 ottobre 2020

La Turchia sposta le sue truppe verso est ma sempre in territorio siriano

Siria, la Turchia lascia il sud di Idlib. Si teme che punti a est

21 Ottobre 2020


La Turchia smobilita la sua presenza militare a sud di Idlib, a seguito del procedere dell’offensiva dell’esercito siriano verso Barah. Si vuole evitare che SAA e TAF entrino in contatto

La Turchia evacua le sue truppe dal sud di Idlib, dopo che l’esercito siriano (SAA) ha conquistato terreno avvicinandosi a Barah. Le TAF hanno infatti cominciato a lasciare i presidi fissi e i punti di osservazione a Morek, Shir Meghar, Sarman e Ma’ar Httat per dirigersi all’interno della provincia. Obiettivo: evitare il contatto con il SAA per non far naufragare la fragile tregua tra Damasco e Ankara. Nell’operazione sono intervenuti anche i caccia russi, che stanno effettuando diversi bombardamenti sulle postazioni dei jihadisti locali nel quadrante, soprattutto sul monte Zawiya. Da una parte li si vuole tenere impegnati per scongiurare il pericolo che prendano di mira i convogli turchi in movimento. Dall’altra, si cerca di avvantaggiare i soldati nella loro avanzata verso la città, indebolendo le linee di difesa nemiche.

L’offensiva di Damasco conviene ad Ankara, che ora sembra puntare più insistentemente a Est

Ad Ankara, secondo gli analisti internazionali, l’offensiva dell’esercito siriano non crea particolari problemi. Anzi. La Turchia da una parte sa benissimo che il SAA non supererà mai la M4, grazie alle garanzie ricevute da Mosca. Dall’altra, invece, con buona probabilità cercherà di sfruttarla per espandersi a est nel Kurdistan. Non a caso nelle scorse ore ci sono stati raid aerei improvvisi e immotivati sull’autostrada nell’area di Ain Issa. Sembra che si prepari il terreno per far arrivare nel quadrante assetti finora schierati a Idlib. Ciò potrebbe essere il preludio a un aumento della presenza militare nella regione, come temono le SDF che si stanno preparando a reagire se l’ipotesi dovesse concretizzarsi. Ankara d’altronde non ha mai fatto mistero di avere grande interesse per l’area. Infatti, da tempo ha cominciato a portare avanti un’operazione silenziosa per annettersi de facto il territorio, sostituendo la popolazione locale con famiglie più “allineate”.

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