L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 ottobre 2020

Le sanzioni alla Russia sono pretestuose è l'Occidente tutto che se ne fa carico

LAVROV: Combattere la Russia è diventata una necessità esistenziale per la NATO, se le tensioni si riducono l’alleanza non ha scopo

Maurizio Blondet 16 Ottobre 2020 


“… “Ora, proprio come durante la Guerra Fredda, combattere la Russia su tutti i fronti, comprese guerra dell’informazione e la propaganda, è diventata la ragione di esistenza dell’alleanza”, ha spiegato il Ministro degli Esteri russo Lavrov. “La NATO ha dispiegato vaste risorse sul fianco orientale, vicino ai nostri confini, compresa la conduzione di esercitazioni e il miglioramento delle infrastrutture militari”.

L’UE non è realmente interessata ai diritti umani o alla democrazia in Bielorussia, la vera motivazione è geopolitica – ha sottolineato Lavrov.
“L’alleanza continua ad espandere la sua area di influenza militare e politica, invitando tutti i nuovi paesi sotto il suo ‘ombrello’ con il pretesto di proteggerli dalla Russia”, ha aggiunto.

Lavrov ha inoltre spiegato che l’alleanza aderisce alla linea di “contenimento e dialogo” nei rapporti con la Russia, anche se “di conseguenza, non c’è praticamente posto per un dialogo reale e aperto su problemi urgenti”.

Nella stessa intervista, il ministro degli esteri ha accusato le autorità ucraine di non nascondere il loro desiderio di utilizzare il conflitto nel Donbass per mantenere la pressione delle sanzioni dell’Unione europea sulla Russia, non adempiendo ai loro obblighi ai sensi degli accordi di Minsk.

Secondo lui, Kiev trae vantaggio dal fatto che l’UE continua a collegare la questione del miglioramento delle relazioni tra il blocco e la Russia con l’attuazione degli accordi di Minsk, di cui la Russia non è parte. “Ahimè, questo collegamento artificiale e miope persiste fino ad oggi – con grande soddisfazione delle autorità di Kiev, che non solo non adempiono i loro obblighi ai sensi del pacchetto di misure di Minsk, ma non nascondono nemmeno il loro desiderio di utilizzare il conflitto irrisolto per mantenere la pressione delle sanzioni contro la Russia “, ha detto Lavrov.

Ha aggiunto che qualsiasi domanda sulle prospettive di miglioramento delle relazioni tra Mosca e Bruxelles dovrebbe essere rivolta ai colleghi dell’UE, che hanno avviato una riduzione della cooperazione…”

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