L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 27 ottobre 2020

Lo S P R E A D dipende dalla Bce che momentaneamente è diventata prestatore di ultima istanza, compra a badilate Btp procurandosi i soldi con un clic e con un clic può distruggere i titoli di stato che ha in pancia, ma non lo farà

BCE supporterà BTP con nuova espansione piano PEPP

Finanza · 26 ottobre 2020 - 20.31


(Teleborsa) - La BCE continuerà a fornire un supporto ai BTP italiani, grazie all'estensione del piano anti pandemico, il cosiddetto PEPP, che attualmente ha un valore di 750 miliardi di euro. Anche se viene ritenuto "improbabile" un annuncio questa settimana, si ritiene che la BCE "getterà le basi" per un'ulteriore espansione del piano a dicembre.

E' quanto stima Mohammed Kazmi, Portfolio Manager, Macro Strategist, di Union Bancaire Privée (UBP), citando la progressiva riduzione degli spread del BTP italiano, a dispetto dell'attuale contesto risk-off. Oggi lo Spread BTP-Bund ad esempio ha chiuso in calo a 130 punti, a fronte di un rendimento del BTP decennale pari allo 0,73%.

Un movimento che segue il rating positivo di S&P, che ha deciso non solo di confermare il rating BBB, ma anche di migliorare l'outlook a stabile da negativo. "La logica di S&P - sottolinea l'analista - suggerisce che i titoli di Stato hanno l'opportunità di rilanciare la crescita economica e di invertire il deterioramento del bilancio, considerato che gli acquisti di asset della BCE stanno sostenendo costi di finanziamento bassi, e che il Recovery Fund dell'UE, è destinato a fornire concessioni e prestiti consistenti".

Per UPB il giudizio di S&P è la "seconda nota positiva per l'Italia", perché "abbassa i timori di un declassamento dei titoli di Stato a uno status high yield", ed arriva dopo le elezioni regionali, che hanno ridotto le possibilità di elezioni anticipate, supportando la stabilità politica del Paese.

In questo senso viene letto anche il sostegno della BCE, attraverso l'acquisto di asset, che ha ridotto la volatilità dello Spread. "La BCE - si afferma - ha praticamente fatto di questi spread un obiettivo di politica monetaria, incrementando gli acquisti di asset nei momenti di maggiore volatilità e di ampliamento del differenziale". UN sostegno che "è destinato a continuare", in quanto il PEPP ha ancora molto margine di applicazione.

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