L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 17 ottobre 2020

Lo strumento covid-19 ha solo accelerato la crisi economica-finanziaria sancita dall'intervento della Fed a settembre del 2019 con le sue tonnellate di miliardi quotidiano nel settore interbancario in crisi di liquidità. Oggi le banche centrali hanno il compito di accompagnare la crisi con andamento dolce limitando possibilmente tutte le asperità che si presentano. La crisi finanziaria è insita nello strumento covid-19 scelto per distruggere uomini, merci, capitali e mezzi di produzione

Crisi finanziaria da Covid-19 in arrivo? L’allarme di Banca Mondiale

16 Ottobre 2020 - 11:31 

Il Covid-19 potrebbe portare presto ad una nuova crisi finanziaria. La previsione di Banca Mondiale.


Il coronavirus ha avuto un impatto economico molto forte a livello mondiale, con gli indicatori della produzione interna dei maggiori Paesi che hanno registrato valori molto negativi.

Potrebbe però non essere finita qui. La capo economista di Banca Mondiale, Carmen Reinhart, ha dichiarato a Bloomberg TV che sarebbe in arrivo una crisi finanziaria da Covid-19, con conseguenze molto gravi.

Crisi finanziaria da Covid-19 in arrivo?

Secondo Reinhart, la strategia attuata da parte di diverse banche centrali, come la BCE o la FED, di acquistare titoli di stato per rendere i tassi di rendimento bassi porta con sé diversi rischi.

L’economista cubana sostiene come, nonostante sia comprensibile che i governi stiano mettendo in campo misure disperate, si tratta di un “gioco a somma zero” che non porterà benefici durante il lungo periodo.

Inoltre, già prima che il coronavirus facesse la sua comparsa, la leva finanziaria in diversi casi era già molto alta.

La previsione di Banca Mondiale

Al tempo stesso, continua l’analisi di Reinahrt, al momento risulta impossibile prevedere le perdite di credito nel futuro.

Quindi, le banche, le quali in questo caso non hanno dato origine alla crisi, difficilmente resteranno indenni nel momento in cui si dovrà attivare la fase di solvibilità dei prestiti erogati.

Infatti, in questo caso sono stati concessi dei finanziamenti a basso costo a dei “cattivi pagatori”.

Così, da una parte non è sicuro se gli Stati debitori riusciranno a restituire i soldi presi in prestito attraverso l’emissione di bond, ma anche se questi pagassero effettivamente tutto il dovuto, chi ha concesso il prestito vedrebbe una bassa redditività dell’investimento.

I sondaggi di Bank of America e Oxford Economics

Una previsione molto negativa, confermata da un sondaggio condotto da Bank of America, riservato ad alcuni gestori di hedge fund statunitensi, su quali siano secondo loro i maggiori tail risk nell’immediato futuro.

Al primo posto troviamo proprio il Covid-19 ma, dato ancora più interessante, crescono i timori dello scatenarsi di un credit event, ovvero un caso di default del debitore, sia corporate che sovrano, il quale potrebbe causare gravi problemi all’intero mercato finanziario.

Un rischio percepito anche dai partecipanti ad un’altra indagine condotta da Oxford Economics, nella quale è stato dato, da parte degli intervistati, il 20% di probabilità di una possibile crisi finanziaria nei prossimi due anni.

In molti però credono che non si ripresenterà nella stessa forma del 2008, quando la bolla dei subprime americani investì tutto il mondo con un impatto devastante per le economie del pianeta.

Tuttavia, come viene invece sostenuto da altri, una crisi finanziaria non si presenta mai nello stesso modo, e sarebbe proprio questo a renderla ancora più pericolosa.

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