L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 ottobre 2020

Lo strumento covid/lockdown/coprifuoco per il Grande Reset dell'economia unisce indissolubilmente la destra/sinistra due facce della medesima medaglia

FERMATE QUESTA BARBARIE! LETTERA APERTA A MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI

Maurizio Blondet 23 Ottobre 2020 
di Danilo Quinto

Perchè non sentite l’urgenza di “gridare” di fronte a norme, decisioni e omissioni del Governo che costringono 63 milioni di abitanti di questo Paese a vivere in un regime di terrore, a causa di una dittatura di carattere politico-sanitario, alimentata da un’informazione televisiva pubblica che diffonde dati senza spiegarli correttamente dal punto di vista scientifico?

Vi lamentate di non essere coinvolti. In che cosa? In questo disastro, sociale, economico, umano che stiamo vivendo?

Tutte le libertà, oggetto di assoluta “riserva legale” da parte della Costituzione, sono divenute “carta straccia”, in nome della “salute”.

Quale salute?

Quella che potrebbe essere garantita informando correttamente sui “principi attivi” da assumere in maniera preventiva per rafforzare il sistema immunitario e sui medicinali da assumere che consentono la cura, per non parlare del plasma iper-immune e delle ricerche sugli anticorpi monoclonali? Quella dei pazienti di malattie che hanno una letalità infinitamente superiore al Covid-19, che devono rinunciare alle cure e alle operazioni perchè gli Ospedali sono pieni di uomini e donne impauriti dalla paura fomentata a reti unificate che potrebbero tranquillamente essere curati nelle loro case? O quella degli anziani, che continuano a morire, per solitudine e per Covid, nelle RSA? Quella dei bambini e dei ragazzi ancora non dotati dei banchi con le rotelle che li dovevano preservare? Quella dei medici e degli infermieri, morti a centinaia nei mesi di febbraio e marzo, molti dei quali denunciano di non avere ancora i mezzi di protezione necessari per le strutture intensive e sub-intensive? Quella delle persone che affollano i pronto-soccorsi per una folle campagna massiva di tamponi, che accerta la presenza del 95% di asintomatici o pauci-sintomatici?

Le persone che Vi hanno votato e tutte le altre sono umiliate nei loro diritti più intimi. Viene disprezzata la famiglia, additata come focolaio dell’infezione e “contate” le persone che possono essere ricevute in una casa. In nome della “socialità” e del “bene collettivo” – categorie proprie dell’ideologia post-comunista – autobus, metropolitane e scuole, sarebbero immuni dal virus. Si è ventilata anche l’ipotesi d’istituire la delazione, che il regime della Germania dell’Est aveva istituito come sua stampella. Che cosa d’altro deve accadere?

Vogliono governare un “branco di pecore ignoranti” e i pochi che con coraggio restano liberi, sono considerati nemici. E’ un “piano” che ricorda i “Gulag”.

Non andate sul “loro” terreno. Combattete per quella libertà vera di opinione, che nasce dal singolo individuo per inverarsi nel bene comune. Non viceversa.

Oggi di comune c’è solo un pensiero, non partorito dalla mente del singolo, ma ingurgitato lentamente per farci diventare un corpo unico, come unico è il sentire, unica la salute a cui tendere.

E se io volessi morire di Covid-19? Sì, voglio morire. Per non sottostare alle “voglie” di un Governo che mi imbavaglia. Solo se parli, se esprimi un’opinione controcorrente, sei negazionista! Voi, uomini e donne politici di destra (quale destra?) difendete la libertà o riuscite ad essere solo proni e con la mano tesa per cogliere le briciole che vi potrebbe lasciare Conte e per fare – questo è l’obiettivo? – un Governo di larghe intese, una specie di unità nazionale del terzo millennio?

Avete permesso un’azione continuativa e martellante che ha ormai modificato irrimediabilmente i comportamenti dei cittadini. Questo il vero, grande errore!

Dietro l’emergenza sanitaria c’è il nemico più forte e spaventoso: cedere silenziosamente ad un pensiero unico, dove il dissidente è il nemico. Se non tornerete ad una purezza di pensiero, che vi eravate proposti, sarete anche Voi ingurgitati dal comune sentire e agire. L’uomo può dirsi tale se è persona, non massa e quando viene sacrificato come singolo sull’altare della collettività, non ha più motivo di essere.

La “partita” è molto più grande di quello che sembra. Duemila anni fa all’uomo venne donata la possibilità di divenire specchio di una Bellezza trascendente, che oggi viene svilita e banalizzata da un disegno globale, da una religione globale, da un “Nuovo Umanesimo” che si veste di “Fratellanza Universale”.

Alzatevi in piedi! Non consentite che coloro che rappresentate e che in Voi ripongono la loro fiducia, diventino una massa informe destinata ad essere lasciata nelle mani di pochi. Abbattete i ponti costruiti per guardare la realtà immanente. I ponti servono a chi cammina. A noi è stato chiesto di volare con il pensiero al di sopra degli animali.

Siete ancora in tempo per fare – qui e subito – quello che non avete fatto per un lunghissimo periodo: l’uso di tutti gli strumenti regolamentari per opporsi allo sfregio del Parlamento che è stato compiuto; l’organizzazione di una “controinformazione” che renda liberi i cittadini di conoscere la verità, contro un potere che ancora oggi oppone il segreto sulle sue decisioni e sulle proposte del Comitato Scientifico; l’istituzione di una Commissione Parlamentare d’inchiesta che abbia il fine la “catena di errori” commessi a partire dalla dichiarazion dello stato di emergenza del 31 gennaio 2020; le dimissioni in massa dei Vostri parlamentari.

Fermate la barbarie che stiamo vivendo. Non Ve lo chiedo “io”, ma l’essere pensante che è in me, la cui coscienza è Una, come Uno è l’individuo, come una è la Patria, come Uno e Trino è l’unico Dio che salva.

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