L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 ottobre 2020

L'Occidente imbarca l'India e mostra i muscoli alla Cina

Martedì 20 ottobre 2020 - 09:20
Australia s’unisce a manovre navali anti-Cina di Usa-Giappone-India
Le quattro democrazie contro le ambizioni di Pechino


Roma, 20 ott. (askanews) – L’Australia si unirà a Stati uniti, India e Giappone nelle prossime esercitazioni navali previste nell'Oceano Pacifico. Lo scrive la CNN, segnalando che si tratta di una mossa destinata a rafforzare l’interoperabilità militare tra i tre alleati a fronte di una sempre più assertiva politica marittima della Cina.

Le manovre si terranno al largo del Malabar il prossimo mese. Vengono messe in campo ogni anno dal 1992, ma negli ultimi anni sono state accresciute in termini dimensionali alla luce delle “minacce condivise alla sicurezza nel Pacifico indo-asiatico”, ha scritto la Marina Usa.

Con la partecipazione dell’Australia, per la prima volta dal 2007, tutti i componenti del cosiddetto Quadrilateral Security Dialogue (Quad) prendono parte all'esercitazione. Questo contesto informale tra paesi, che non è diventato un’alleanza formale come la NATO, si pone come argine alle ambizioni cinesi nel Pacifico.

Linda Reynolds, la ministra della Difesa australiana, ha sottolineato come le esercitazioni Malabar sono cruciali per Canberra, che vuole rafforzare la “profonda fiducia tra quattro grandi democrazie indo-pacifiche e la loro condivisa volontà di lavorare assieme su comuni interessi di sicurezza”.

Se la precedente partecipazione australiana del 2007 provocò proteste della Cina, oggi le relazioni tra Pechino e Canberra sono già profondamente deteriorate. Dispute commerciali e le vicende che hanno visto come protagonisti giornalisti delle due parti, hanno portato la tensione tra i due paesi a livelli molto elevati.

Anche i rapporti sino-indiani, solitamente tesi, ultimamente hanno avuto un ulteriore peggioramento per il confronto armato tra i soldati delle due potenze asiatiche sull’Himalaya.

Il Giappone, dal canto suo, ha contese territoriali con la Cina: le isole Senkaku (in cinese Diaoyu), rivendicate da entrambi i paesi. Inoltre, Pechino e Tokyo vivono una rivalità regionale storicamente consolidata (da sempre il Giappone ha invaso le terre cinesi,MAI viceversa), accompagnata però anche da una una certa intensità di rapporti economico-commerciali.

Infine, le relazioni tra Cina e Stati uniti, durante la presidenza Trump, si sono deteriorate fortemente sul terreno commerciale e politico. La crisi pandemica, iniziata proprio in Cina, ha peggiorato ulteriormente la situazione, con Donald Trump che accusa Pechino di averla provocata e usa questa affermazione in una campagna elettorale per la rielezione che lo vede sfavorito.

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