L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 9 ottobre 2020

Mentre l'Occidente ha un bisogno estremo bisogno di distruggere l'OFFERTA (merci,uomini, capitali, mezzi di produzione) e lo fa attraverso la Strategia della Paura alimentata oggi dal covid-19 e suo lockdown la Cina non ne ha bisogno anzi si oppone e fa dumping con la sua capacità produttiva intatta e in piena ripresa, e in prospettiva ma già avviata il sostegno fondamentale della DOMANDA interna. A meno che non intervenga qualche cigno il vincitore della guerra è già scritto

Come e perché l’economia della Cina trotta

9 ottobre 2020


Che cosa si prevede per la Cina? Il commento di Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte

La Cina sta evidenziando una ripresa marcata negli ultimi 3/6 mesi, a giudicare da alcuni indicatori congiunturali come la dinamica dei profitti industriali o anche i PMI.

Durante la golden week (la settimana dall’1 all’8 ottobre che celebra l’anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese datata 1° ottobre 1949) quest’anno è stato registrato un forte flusso di spostamento interno pari a circa mezzo miliardo di persone, pari a circa l’80% in più dello stesso periodo del 2019. Dalle foto segnalate da Bloomberg è evidente la folla di turisti domestici lungo la grande muraglia o per le strade di Pechino.

Dai vari indicatori emerge un sensibile incremento dei profitti aziendali ed anche del flusso di credito all’economia.

Un indicatore interessante è anche il cosiddetto Li Keqiang Index, un indicatore creato sulla base delle indicazioni di Li Keqiang, attuale premier cinese che, nel 2007 era ambasciatore negli Usa e disse esplicitamente che i dati macro cinesi erano “man made” e che piuttosto era preferibile utilizzare tre indicatori: prestiti banche, traffico treni, consumi elettrici.

In estrema sintesi, la Cina sta attraversando una fase di marcato recupero della crescita con consumatori che stanno riprendendo le abitudini di spesa (incluso spesa per turismo e viaggi) come nella fase pre-pandemica.

Dal 26 al 29 ottobre il diciannovesimo congresso del Partito comunista cinese discuterà il quattordicesimo piano quinquennale 2021-2025.

Sarà anche discussa una strategia di più lungo termine denominata “2035 vision” al fine di implementare la cosiddetta dual circulation strategy, ossia una doppia circolazione di beni e servizi, al fine di ridurre la dipendenza della Cina dall’estero e raggiungere l’autonomia dal punto di vista sia tecnologico sia di materie prime, varando un mega piano di accumulo di scorte delle principali materie prime.

Su questo punto segnalo il seguente articolo.


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