L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 27 ottobre 2020

Mi hanno insultato dicendo che bisognava terrorizzare la gente per fargli capire l’importanza della malattia. Il Grande Reset non accetta nessuna logica nessuna intelligenza deve prevalere unicamente la sua linea: distruzione di uomini, merci, capitali e mezzi di produzione

Caos negli ospedali? Colpa del Cts. Parola di Bassetti

26 ottobre 2020


Che cosa ha detto Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, sull’assenza di criteri di ospedalizzazione e protocolli di trattamento anti Covid

“Visto che il Comitato tecnico scientifico ha di fatto accentrato a sé le regole rilevanti anti pandemia, mi aspettavo dal Cts criteri di ospedalizzazione e protocolli di trattamento. Non ci sono stati e ora c’è il caos nei pronti soccorso e negli ospedali, dove ogni medico decide in autonomia visto che non ci sono uniformi criteri di ospedalizzazione e protocolli di trattamento”.

E’ quello che ha detto oggi in tv a L’Aria che tira su La7 Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova.

Secondo l’infettivologo Matteo Bassetti, la situazione attuale dell’epidemia è da attribuire in buona parte al Comitato tecnico scientifico. “Ci hanno sempre detto che governa e comanda solo il CTS, per le quarantene, il doppio tampone e tante altre cose. E quando si accentrano così tanto le decisioni e i poteri è evidente che se le cose vanno bene ti prenderai tutti i meriti, se le cose vanno male qualcuno si deve prendere le sue responsabilità”.

ECCO CHE COSA HA SCRITTO BASSETTI SU FACEBOOK:

Oggi cito un mio articolo del 27 agosto 2020 su un giornale nazionale.

”Siamo perfettamente organizzati per trattare tutti i ricoverati al meglio. Occorre spiegare alla gente che il Covid è oggi una malattia più gestibile per la quale abbiamo imparato molto. Bisognerebbe sviluppare protocolli di trattamento domiciliare e stabilire i criteri unici su tutto il territorio nazionale per il ricovero in ospedale. La maggioranza dei casi dovrebbero essere gestiti al di fuori degli ospedali. Invito tutti a rispettare il sistema sanitario nei prossimi mesi. Se avete dei sintomi bisogna rimanere a casa e non andare in ospedale”.

Eravamo ad agosto.

Ho continuato a ripeterlo per tre mesi.

Mi hanno dato del negazionista per averlo sostenuto. Mi hanno insultato dicendo che bisognava terrorizzare la gente per fargli capire l’importanza della malattia.

Vi rendete conto?

Oggi quelle parole risuonano forte in chi non ha voluto e saputo ascoltarle.

Si è verificato esattamente quello che pensavo. La gente è terrorizzata e per la paura corre in ospedale, anche quando non ce ne sarebbe la necessità. Non ci sono protocolli per la gestione domiciliare (noi in Liguria li abbiamo sviluppati e sono a disposizione di chi li vorrà consultare).

Non ci sono criteri nazionali condivisi per chi ricoverare (quelli liguri sono disponibili).

Risultato? Gli ospedali e i pronto soccorso italiani sono allo stremo perché si mischiano i casi di chi ha veramente bisogno dell’Ospedale con quelli che potrebbero essere seguiti a casa.

Ci sono casi gravi e impegnativi, ma rispetto a marzo sono la minoranza.

Speriamo che qualcuno in Italia mi ascolti.

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