L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 31 ottobre 2020

Per fortuna da una parte dall'altra rimangono sempre casi isolati e dimenticati, esiste da sempre uno scontro tra le individualità e il mainstream nelle mille e mille contraddizioni esistenti nella società così congegnata

Un ex poliziotto mi scrive

Maurizio Blondet 30 Ottobre 2020 

Daniele Contucci
Sono un ex poliziotto sindacalista che ha denunciato pubblicamente, sin dal 2014, la fallimentare gestione del fenomeno immigrazione vissuto in prima linea su tutto il territorio nazionale.

Nel lontano 2010 fui trasferito alla Direzione Centrale Immigrazione e Polizia delle Frontiere, più precisamente, in una Task Force altamente specializzata in materia di immigrazione denominata Unità Rapida Intervento (URI).

L’esperienza diretta sul campo mi permetteva di constatare molti aspetti fallimentari nella gestione del settore immigrazione: l’esposizione al rischio malattie infettive durante gli sbarchi dei migranti, i mancati fotosegnalamenti, il pantano burocratico del Cara di Mineo dove le pratiche d’asilo venivano completate in 18 lunghi mesi, ridotti successivamente a 6 grazie al lavoro della nostra task force.

Così cominciai a denunciare pubblicamente quello a cui assistevo e la task force di cui facevo parte, veniva demansionata per poi esser chiusa. Le mie denunce pubbliche davano così fastidio agli Alti Colletti Bianchi del Viminale tanto da esser “parcheggiato” in ufficio ad inserire nominativi in una banca dati, postazione dove era praticamente impossibile riscontrare altre anomalie.
Per questo e molto altro, la passione per il mio lavoro, attraverso cui ho sempre cercato di portare avanti ideali di giustizia, onestà e correttezza, si è trasformata in rabbia per aver subito ritorsioni e vessazioni fino ad esser destituito dalla Polizia di Stato.

Partiti come la Lega Nord in primis, M5S e Fratelli d’Italia successivamente hanno perorato le mie denunce pubbliche.

Destituito nel 2018 con Ministro dell’Interno Salvini, leader dello stesso partito che presentò interrogazioni parlamentari nel 2015 su mie indicazioni, dopo aver sfruttato le mie vicende per ovvi e facili consensi elettorali. Incredibile davvero!
Non nascondo di aver avuto brutti pensieri durante le continue persecuzioni subite.

Qualcuno ha voluto scatenare l’inferno contro la mia persona.

Grazie all’amore della mia famiglia ho trovato la forza e il coraggio di resistere.

Molti cittadini mi hanno sostenuto in questa incredibile “battaglia” di Giustizia, Verità e Onestà contro un Sistema sporco e spietato che schiaccia chiunque si permette di contrastarlo.

Altri invece si sono prestati a sporchi giochini di potere nella speranza di ottenere chissà quale privilegi.
Anche se destituito dalla Polizia di Stato, continuerò a lottare per il bene del popolo italiano.
Amavo questa divisa !

Per onorare il giuramento mi hanno costretto a toglierla.
Mi hanno tolto solo la parte esterna, quella nel cuore è rimasta e nessuno potrà MAI togliermela.
Sono stato costretto a lasciare la Polizia quando ho avuto conferma che MAI avrei potuto dare seguito al mio giuramento:
Servire, aiutare, tutelare il mio popolo.
Quando vai contro il Sistema…i Poteri Forti ti schiacciano, diventi un bersaglio, diventi il diverso, diventi il traditore, ma i veri traditori sono proprio coloro che ti bersagliano, coloro che vanno contro il popolo.
I veri traditori sono coloro che dicono: devo portare il pane a casa e obbedisco agli ordini.
I SI SIGNORE sono molti, troppi purtroppo.
Sono orgoglioso delle mie battaglie, specialmente in questo momento storico.
Ho avuto la forza e il coraggio di denunciare pubblicamente la fallimentare gestione del fenomeno immigrazione vissuto in prima linea.
Sono stato usato dalla politica, è vero ma ne vado fiero perchè ho sempre lottato per il bene del mio popolo.
Ho subito ingiustizie ed ora vedo ingiustizie verso quel popolo che ho difeso per ben 27 anni.
Vedo quel popolo venire multato, sottoposto a TSO, tradito da chi dovrebbe difendere i suoi diritti costituzionali.
Troppi episodi di italiani maltrattati dalla supponenza di alcune divise.
Facile maltrattare alcuni italiani, facile fare i Forti con i deboli e i deboli con i Forti, vero ?
Vedo molta ignoranza e supponenza.
Vedo di tutto, tranne che onestà.
Qualcuno dovrebbe vergognarsi
La divisa andrebbe onorata, il giuramento andrebbe onorato, il popolo andrebbe onorato e difeso dai soprusi.

E si qualcuno dovrebbe proprio vergognarsi !!!

Attenzione presto, tutto questo finirá e resteranno solo le infamità commesse.

I valori non si tradiscono MAI !!!

Daniele Contucci
Ex poliziotto scomodo al Sistema

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