L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 28 ottobre 2020

Russia - Nessun bombardamento terroristico h24 nelle TV, nessuno ha pensato di distruggere il sistema economico per affrontare il covid, i governanti di quelle parti non hanno neppure perso tempo e soldi pubblici ad ordinare banchi a rotelle o monopattini. L’Italia e l’Europa occidentale stanno vivendo, rispetto al Covid, in una vera e propria ‘bolla psichica’ che ha trasformato in psicosi collettiva un problema indubbiamente reale ma non così apocalittico come ci si fa credere


HO PARLATO CON UNA GIORNALISTA RUSSO-ARMENA DELL'”EMERGENZA” COVID NEL SUO PAESE: ECCO COSA MI HA DETTO
Maurizio Blondet 28 Ottobre 2020 

Di Gianluca Marletta

Lo volevo fare da un po’, perché dei nostri media non mi fido assolutamente e anche della cosiddetta ‘controinformazione’ (spesso arruffona e un po’ cialtronesca). L’ho fatto anche perché volevo conoscere meglio come un paese esterno all’Occidente, ma con buone strutture sanitarie e alto livello scientifico, ha affrontato e affronta questo problema.
Ebbene: la giornalista mi ha spiegato, innanzitutto, che in Russia NON c’é mai stato un vero lockdown; negozi e locali sono sempre rimasti aperti, lì dove é stato possibile si è incrementato il lavoro da casa, piuttosto che chiudere sotto chiave la gente si é preferito – in primavera – ‘anticipare le vacanze’ di molte categorie.
Ma la differenza macroscopica é nell’approccio collettivo e mediatico: nessun bombardamento terroristico h24 nelle TV, nessuno stato di assedio, giusto qualche richiamo alla responsabilità. Ah …naturalmente la Chiesa Ortodossa non ha sostituito l’acqua benedetta con l’Amuchina e continua a celebrare (anche se, per onestà, bisogna dire che in Oriente non c’é un ‘precetto’ domenicale da assolvere).
Il popolo russo, in larga maggioranza, é molto sereno rispetto al Covid, tende persino a minimizzare.
In ogni caso, nessuno da quelle parti ha pensato di mandare in pappa la società e distruggere il sistema economico per affrontare il virus (che c’é, sia chiaro, ma che evidentemente può essere gestito senza distruggere una nazione). Chissà …forse i governanti di quelle parti non hanno neppure perso tempo e soldi pubblici ad ordinare banchi a rotelle o monopattini, ma devo chiedere.
In ultima analisi, e senza voler minimizzare nulla, ho l’impressione personale che l’Italia e l’Europa occidentale stiano vivendo, rispetto al Covid, in una vera e propria ‘bolla psichica’ che ha trasformato in psicosi collettiva un problema indubbiamente reale ma non così apocalittico come ci si fa credere.
Certo, é vero anche che il popolo russo – e in genere i popoli che non hanno la disgrazia di appartenere al nostro degenerato aggregato antropologico – ha conservato risorse di coraggio, determinazione e senso della vita che noi ormai ci sognamo. Ma al netto di tutto questo, é impossibile non nutrire il sospetto che questo Covid, in Europa Occidentale e non solo in Italia, sia divenuta la scusa per esperimenti sociali guidati da finalità piuttosto oscure.
E’ un’impressione, magari mi sbaglio.
Vorrei sapere – ma non ho conoscenze dirette di cui mi fido – come va la situazione in zone come il Sudamerica o l’Estremo Oriente.

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