L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 26 ottobre 2020

Siamo grati ai tedeschi che continuano a fornirci, come del resto anche i britannici, spagnoli e francesi, esempi di rifiuto e lotta irriducibili , fondamentali per la sopravvivenza da esseri umani, nella verità e nella libertà.

DOMENICA 25 OTTOBRE 2020


Inoltro una comunicazione di Maria Heibel (Nogeoingegneria), in cui dei video mostrano le immagini di un brutale intervento dei robocop di Berlino contro l’avvocato Markus Haintz, membro dell’organizzazione di resistenza anti-operazione Covid, “QUERDENKEN”, ed esponente di punta del movimento internazionale contro la neodittatura farma-digitale-poliziesca. Haintz e la sua compagna sono stati gettati a terra, calpestati e arrestati. Siccome mancano ancora i dettagli della vicenda, occorsa poche ore fa, non sono sicuro che l’arresto sia stato eseguito nel corso, o al termine, di una nuova grande manifestazione di massa a Berlino, pure visibile nei video, sulla scia di quelle milionarie dell'1. e del 31 agosto di quest'anno.

La nuova Gestapo è dunque pronta, sicuramente non solo in Germania, ma in tutti i paesi retti da regimi di polizia in nome della salvezza dal finto Coronavirus e dell’effettiva distruzione digitale della condizione umana, ad affiancare agli strumenti “progressisti” tecno-psichici dell’oppressione, quelli collaudati della dittatura d'antan, mai dismessi, violenti anche sul piano fisico. Decerebrazione e, se non basta, manganello e carcere.

Siamo grati ai tedeschi che continuano a fornirci, come del resto anche i britannici, spagnoli e francesi, esempi di rifiuto e lotta irriducibili , fondamentali per la sopravvivenza da esseri umani, nella verità e nella libertà.

E che vadano al diavolo i corvi e benpensanti, con i loro distinguo e le loro prese di distanza spocchiose nei confronti di qualunque espressione di insofferenza, rabbia, opposizione, delle nostre popolazioni nelle città. Popolazioni massacrate dalle criminali vessazioni e privazioni di una manica di sicari dell’idra psicopatica che, per dominarla, distrugge l’umanità.

Fulvio

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