L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 22 ottobre 2020

Sono sempre i giovani che si fanno carico delle storture della società in cui vivono

Nigeria – aumenta la protesta contro la polizia

Da diverse settimane in Nigeria si protesta contro la brutalità e la violenza della SARS, reparto speciale della polizia
-21 Ottobre 2020


I nigeriani, soprattutto i giovani, sono stanchi della brutalità e della violenza della polizia. Dallo scorso 7 ottobre sono scesi in piazza, nelle principali città della Nigeria, contro le forze dell’ordine, e soprattutto contro la Special Anti-Robbery Squad (SARS), unità speciale della polizia nigeriana accusata di abuso di potere e violazioni di diritti umani. Secondo Amnesty International nelle proteste sarebbero morte 15 persone.

Perché si protesta in Nigeria?

In Nigeria, il paese più popoloso dell’Africa, dallo scorso 7 ottobre i cittadini sono scesi in piazza per protestare contro la brutalità e violenza della polizia. In particolare protestano contro la Special Anti-Robbery Squad (SARS), unità speciale della polizia nigeriana accusata di abuso di potere e violazioni di diritti umani.

La SARS è nata nel 1992 come unità del Dipartimento di Intelligence e Investigazione Criminale della Nigeria. Si tratta di un corpo di polizia che agisce a volto coperto contro crimini come rapine a mano armata e rapimenti. Nel corso degli anni, però, SARS è stata accusata di esecuzioni extragiudiziali, arresti e detenzioni immotivati, oltre che vessazioni sessuali a danno di donne nigeriane.

Nel 2017 in Nigeria iniziarono le prime proteste con la formazione del movimento “EndSARS”. Tuttavia la situazione non cambiò.

Ora dopo un rapporto pubblicato da Amnesty International, dove viene documento che nei centri di detenzione SARS i detenuti sono vittime di torture, esecuzioni e sevizie, il movimento è sceso in piazza per chiedere di porre fine a questa brutalità della polizia.

Giovani e donne a capo della protesta

A mobilitare queste proteste sono stati soprattutto i giovani che in Nigeria rappresentano la metà della popolazione. Infatti nel Paese vi sono oltre 100 milioni di under 20 su 200 milioni di abitanti. Inoltre un ruolo fondamentale nelle proteste lo hanno le donne. La Feminist Coalition, ONG che si batte per la parità di genere in Nigeria, avrebbe raccolto quasi 100 mila euro per sostenere alcuni costi della protesta, come mascherine, cibo, acqua e i ticket ospedalieri per i manifestanti feriti.

Il movimento “EndSARS” chiede al presidente nigeriano Muhammadu Buhari di smantellare la SARS e di riformare le forze dell’ordine nel Paese.

Dopo le numerose proteste il presidente Buhari ha annunciato che avrebbe smantellato la SARS istituendo una nuova unità, la Special Weapons and Tactics (SWAT). Tuttavia per i manifestanti si tratta solo di un cambio del nome dell’unità speciale e così hanno continuato la protesta.

Le nuove richieste dei manifestanti

I manifestanti hanno fatto cinque richieste. 
  1. IL rilascio immediato di tutti i manifestanti arrestati; 
  2. giustizia per tutte le persone vittime della brutalità della polizia così come una compensazione per le loro famiglie; 
  3. la creazione di un organo che indaghi su tutte le denunce a carico della polizia; 
  4. un esame psicologico di tutti gli ex membri di SARS prima che questi assumano nuovi incarichi di polizia; 
  5. un aumento dei salari dei poliziotti, affinché proteggano i cittadini e le loro proprietà.
Le celebrità mondiali sostengono la protesta in Nigeria

Le proteste in Nigeria hanno ricevuto solidarietà da parte di molte celebrità di tutto il mondo.

“Fermate la brutalità della polizia in Nigeria” è il messaggio con cui il calciatore del Napoli Victor Osimhen ha celebrato il suo primo gol in Italia, così come il suo connazionale del Crotone Calcio Simeon “Simy” Nwankwo.

Inoltre hanno sostenuto la protesta l’attaccante del Manchester United Marcus Rashford e il tedesco Mesut Ozil.

Dal mondo della musica l’appello dei giovani è stato sostenuto dai cantanti nigeriani Davido e Wizkid, e dal rapper statunitense Kanye West.

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