L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 31 ottobre 2020

Stanchezza e rabbia nell'insulsaggine degli autodichiarati esperti. In galera e buttare le chiavi nell'oceano, ma ancora di più per il terrorismo delle televisioni che ogni giorno ci dona una dose di terrorismo ininterrotto da febbraio 2020


Quei finti virologi che fanno terrorismo psicologico sul Covid

In Italia si è sviluppata negli ultimi mesi una strana categoria di persone: i finti virologi.

Una strana abitudine perché eravamo finora stati istruiti sulla necessità della competenza per poter esprimere valutazioni, giudizi ed opinioni in un determinato ambito. Competenza che poi veniva richiesta con maggior foga se l’argomento trattato era la medicina. E invece la diffusione del Covid 19 da marzo ad oggi ha dato adito ad una schiera di presunti virologi, ma in realtà con specializzazioni in altri campi, di esprimere con arrogante certezza valutazioni e previsioni sull’andamento del contagio quasi sempre catastrofiche.

In Italia è nato un vero e proprio triumvirato

della finta virologia, composto da tre personaggi collegati 24 ore su 24 sui principali salotti televisivi (ma il tempo per la ricerca quando lo trovano?) e sono: Andrea Crisanti, Massimo Galli e Fabrizio Pregliasco.

Come ricordato da Giorgio Palù, lui si virologo e Presidente della Società europea di virologia, nessuno dei tre triumviri ha una specializzazione in virologia. Crisanti è un “esperto di zanzare”, un parassitologo. Galli è un infettivologo. Pregliasco un igienista.

Tutte nobilissime specializzazioni, si intende,

ma nessuna di queste risponde al nome di virologia. E allora ci si chiede con quale titolo i tre scienziati seminano il panico da mesi sulla presunta seconda ondata di Covid, improvvisando terrificanti profezie e incitando il Governo a misure ancora più restrittive?
E con quale titolo giornali, televisioni e radio invitano i tre scienziati affibbiandogli puntualmente la scorretta menzione di “virologo”.

Tra le varie previsioni catastrofiche del triumvirato della finta virologia citiamo tra le altre: il Natale in lockdown previsto da Crisanti, il “siamo nella peste” detto da Galli e “Valutare il coprifuoco già dall’aperitivo” di Pregliasco. In effetti il Covid potrebbe gradire annidarsi tra un Negroni e uno Spriz.

La sensazione è che i triumviri rappresentino una sorta di avamposto sperimentale del Governo. Siano parte di una strategia comunicativa che ha l’obiettivo di testare di volta in volta le reazioni delle persone, capire fin dove il Governo può spingersi con misure restrittive. Solo sensazioni? Sembra però che tutti i provvedimenti finora presi durante la presunta seconda ondata seguano a ruota le profezie dei non virologi.

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