L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 25 ottobre 2020

Voi ci dovete delle risposte

COVID: DUBBI, PARTECIPAZIONE, CATENE E ISTITUZIONI


di Olivier Turquet, della «Consulta popolare per la salute e la sanità» di Napoli, del presidente di Medicina Democratica e dell’associazione Salute Pubblica di Brindisi


Alcune domande sul Covid che richiedono risposte

di Olivier Turquet (*)

Più va avanti la situazione e più aumenta la sensazione di caos, informativo, scientifico e politico su quello che sta accadendo.

E’ vero che negli ultimi mesi abbiamo sentito di tutto, e il contrario di tutto. E’ vero che finalmente qualcuno ammette di sapere poco, come è logico, su un virus che è nuovo, che non si comporta come altri virus che si credevano simili.

Ci rendiamo conto che gli interessi economici, sociali, scientifici e medici in gioco sono enormi, incontrollabili e che essi generano istanze che spingono in direzioni diverse, talvolta opposte.

Fatte queste premesse io credo che alla comunità scientifica e alle autorità di governo vadano poste alcune semplici domande e che si pretenda chiarezza nelle risposte; ovviamente la risposta può perfettamente ed onestamente essere “non lo sappiamo, lo stiamo cercando di capire” ma l’opinione pubblica ha diritto di avere risposte e la comunità scientifica e i decisori politici hanno il dovere di darle.

Provo a enunciare quelle che a me paiono più urgenti:

  1. In questo momento di aumento soprattutto di ricoveri sarebbe il caso di rivedere l’approccio utilizzato finora facendo tesoro delle esperienze di cura a domicilio adottate spontaneamente da molti medici di base nonché gli innegabili avanzamenti nell’uso di protocolli di cura?
  2. Abbiamo capito finalmente che cosa fanno i cosiddetti asintomatici? Dobbiamo considerarli malati? E contagiosi?
  3. Abbiamo dei dati esatti, entro una ragionevole approssimazione, sull’efficacia dei vari test che vengono effettuati per identificare il virus? Che succede con i falsi positivi e, soprattutto con i falsi negativi?
  4. Abbiamo dati esatti sulla natura del virus, è stato effettivamente isolato o stiamo lavorando su una ipotesi “genetica”?
  5. Abbiamo, al di là del puro isolamento, degli strumenti efficaci e verificati di protezione dall’infezione? E, se sì, quali e con che livello di protezione?
  6. Cominciamo a capire qualcosa sul tempo di immunizzazione che la malattia dà ai soggetti e che, di conseguenza, potrebbe dare un eventuale vaccino?
  7. Come stiamo lavorando, in concreto, con il tema della prevenzione? E come sul tema dell’aumento complessivo delle prestazioni mediche, gratuite e di buona qualità? Perché non vogliamo vederci di nuovo costretti a scelte covid/noncovid nei reparti ospedalieri.
  8. Gli studi sulla correlazione tra la contaminazione ecologica e la diffusione del virus hanno portato a qualche conclusione?
Io rivolgo queste domande in primis all’Istituto Superiore di Sanità nella persona del suo presidente Silvio Brusaferro (presidenza@iss.it), come istituzione medica pubblica di massimo livello, al ministro della Salute Speranza (segreteriaministro@sanita.it) e al governo della Repubblica, nella persona del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte (presidente@pec.governo.it).

Personalmente, come cittadino di questa Repubblica, le invierò a queste istanze e aspetterò una risposta; invito anche ognuno che si riconosca in questa semplice, nonviolenta campagna a fare lo stesso nelle forme che riterrà più opportune.

Ovviamente darò conto da queste colonne delle eventuali risposte.

(*) ripreso da www.pressenza.com

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