L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 1 novembre 2020

Auspico che la Russia continui ad essere un’oasi di libertà in un mondo che tende all'incarcerazione dei popoli

Convegno estremamente importante di storia dell’arte a San Pietroburgo.

Maurizio Blondet 1 Novembre 2020 
Antonio Corso

Si e’ appena concluso il convegno il nono convegno internazionale ‘Actual Problems of Theory and History of Art’, che ha avuto luogo in diverse sedi accademiche di San Pietroburgo dal 26 Ottobre al 1 Novembre.

Detto forum si tiene ogni due anni, alternativamente a Mosca e a San Pietroburgo ed e’ diventato negli ultimi anni una delle sedi piu’ prestigiose in cui studiosi di storia dell’arte di tutto il mondo espongono i risultati delle loro ricerche, nuovi documenti e materiali e proposte originali.

Quest’anno gran parte degli studiosi provenienti da paesi occidentali ha ovviamente presentato le proprie relazioni via zoom, per le attuali difficolta’ di viaggiare note a tutti.

Il convegno ha visto la partecipazione di un numero davvero eccezionale di studiosi da moltissimi paesi, inoltre il numero di studiosi di chiara fama che vi hanno preso parte e’ esso pure molto alto.

Una sessione plenaria ha visto le presentazioni delle massima autorita’ nel campo storico artistico del mondo russo, con contributi nuovi e ampiamente originali.

Sono seguite sessioni su ambiti cronologici, geografici o branche artistiche circoscritte: una su ‘Arte e Cultura nella Russia medievale’, un’altra su ‘Arte nella Russia antica’, un’altra ancora sull’Arte rinascimentale’: quest’ultima ha visto la partecipazione di importanti esperti italiani.

Sono seguiti simposi sull’arte del secolo scorso e sull’arte contemporanea, sull’origine ed evoluzione della corrente modernista, sull’arte della prima meta’ del XX secolo, sull’arte della seconda meta’ di tale secolo, la presentazione di posters, quindi un’altra sessione sull’arte occidentale moderna, ancora serie di contributi sulla teoria artistica, sui rapporti tra cultura artistica e culto, sul restauro architettonico, sull’architettura in legno, su questioni accademiche di arte medievale, sull’arte cristiana nel medio evo, sull’arte orientale, sull’arte russa nei secoli XVIII e XIX, sull’architettura in tutto il mondo, sull’arte applicata, quindi sull’arte antica, sull’arte nel mondo moderno e contemporaneo, sull’arte cristiana orientale, su problemi di divulgazione e di conservazione di opere d’arte, su problemi museali, sui beni culturali, sui metodi di ricerca e di urbanistica.

Per l’occasione e’ stata anche inaugurata una mostra “The Eternal Marbles. Sculpture from Classical Antiquity in Tutorial Practice of the Stieglitz Academy” nella Stieglitz Academy of Art and Design della citta’ di Pietro il Grande.

Colpisce in questa imponente serie di presentazioni la qualita’ estremamente alta di parecchie decine di studiosi russi, che qualificano la scuola storico-artistica russa tra le migliori del mondo attuale.

Altro dato saliente e’ la capacita’ di attrazione che essa ormai esercita presso altre tradizioni di studi storico-artistici: si pensi che, non ostante il numero altissimo di relazioni, i curatori del con convegno di solito ammettono solo uno studioso su tre che fanno la domanda di parteciparvi.

Ulteriore peculiarita’ e’ la liberta’ di ricerca che si respira in questi convegni russi. In Occidente la political correctness ha praticamente bandito intere branche di studio che erano state in auge nel passato.

Per esempio, nello studio dell’arte antica in molte sedi accademiche occidentali e’ diventato de facto proibito parlare di personalita’ artistiche nell’arte greca e romana, cercare di ricostruire i loro itinerari creativi, attribuire loro opere d’arte rinvenute.

Al contrario in simposi russi la dittatura politically correct non ha ancora imposto i propri divieti.

Altro aspetto positive e’ costituito dal fatto che gli studiosi sono valutati nell’ambiente russo per la qualita’ dei loro ‘prodotti’ e non come ormai dappertutto in Occidente, per la loro collocazione ideologica.

A livello meno profondo, ma non di meno significativo, si e’ notato che gli studiosi che seguivano il convegno nelle sale deputate ad esso, si sedevano normalmente uno vicino all’altro, senza indossare le museruole in auge da noi: anche questo se si vuole piccolo episodio di costume mostra che si conserva in Russia una liberta’ che noi abbiamo ormai perduto, forse per sempre.

In conclusione, non ostante l’interessata propaganda demonizzante nei confronti della Russia, questa si rivela, di fronte alla dittatura occidentale e ai limiti ormai giugulari imposti da noi alla liberta’ di pensiero, un paese ancora libero, prima di tutto mentalmente e spiritualmente.

E’ consolante sapere che esiste ancora una parte del mondo in cui si puo’ pensare con la propria testa e non seguire come un pappagallo dogmi imposti dale elites oligarchiche occidentali.

Finisco questa presentazione di tale evento russo di rilievo con l’auspicio che la Russia continui ad essere un’oasi di liberta’ in un mondo che tende all’incarcerazione dei popoli.

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