L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 novembre 2020

C'è un accanimento specifico nei confronti dei ristoranti che include l'anticipazione della messa di mezza notte alle 10.00, che va contro ogni logica esclusa quella di mantenere un clima di terrore sopratutto nel momento più sacro dell'anno. I ristoranti già offrono soluzioni di spazio che ottemperano la distanza, il virus alle dieci no e a mezzanotte si, ridicolo è dire poco

Ristoranti, le regole del nuovo DPCM: chiusura forzata a Natale e Santo Stefano

28 Novembre 2020 - 09:24 

Ristoranti, pugno duro del Governo per le feste di Natale: servizi di ristorazione sospesi per tutta la giornata di Natale e Santo Stefano.


Si potrà andare a ristorante a Natale?

In questi giorni, c’è una categoria di imprenditori che più di altre sta sperando in un allentamento delle restrizioni per le feste di Natale: stiamo parlando dei ristoratori, per i quali questi sono stati settimane molto dura vista la chiusura dei ristoranti nelle zone rosse e arancioni e il coprifuoco nelle zone gialle.

Ebbene, nelle scorse settimane sono state fatte le più svariate ipotesi riguardanti la riapertura dei ristoranti per le feste di Natale: c’è chi pensava ad un alleggerimento delle restrizioni con la possibilità che i ristoranti potessero essere aperti anche di sera nei giorni di festa - rigorosamente con un limite di persone allo stesso tavolo - e chi invece predicava prudenza visto il rischio di assembramenti che potrebbero portare ad una nuova impennata della curva dei contagi.

Al momento sembra che ad aver la meglio sia questo secondo orientamento.

Secondo le anticipazioni che arrivano dall’ultimo vertice del Consiglio dei Ministri, durante il quale è stata gettata giù una prima bozza del DPCM che entrerà in vigore il 3 dicembre prossimo e con il quale verrà deciso cosa si potrà fare - e non fare - a Natale, ne risulta che il Governo ha deciso di adottare il pugno duro per ristoranti e servizi di ristorazione in generale, impedendo loro di fruire degli introiti attesi nei giorni di festa.

Ristoranti chiusi a Natale e Santo Stefano: ecco le nuove regole per le feste

Stando a quanto riportato dalle più importanti agenzie di stampa, sembra che il Governo alla fine abbia deciso di non alleggerire le restrizioni oggi in vigore per i servizi di ristorazione.

Anzi, ci saranno persino restrizioni più severe poiché sembra che il Governo abbia deciso di chiudere i ristoranti sia a pranzo che a cena - indipendentemente della zona in cui si trovano - nelle giornate di Natale e Santo Stefano. E dal momento che verrà confermato anche il coprifuoco, salta anche il cenone della Vigilia.

Troppo alto il rischio di assembramenti in caso di riapertura dei ristoranti nei giorni di festa e al momento, nonostante il calo dell’indice Rt, non possiamo permetterci errori. Scene come quelle viste in estate non si possono ripetere ed è per questo che il Governo chiederà con il prossimo DPCM un ulteriore sacrificio ai ristoratori, vietando loro di aprire nei giorni di festa.

Per gli altri giorni verranno confermate le attuali regole. Questo significa che per le Regioni che si trovano nell’area arancione o rossa i ristoranti resteranno chiusi anche negli altri giorni; nell’area gialla, invece, questi possono essere aperti solamente a pranzo visto il coprifuoco che scatta alle 18:00.

In ogni caso, sia per i giorni feriali che per i festivi, compreso Natale e Santo Stefano, dovrebbe essere confermata la possibilità di lavorare con cibi d’asporto e con le consegne a domicilio: una magra consolazione per un’intera categoria, per la quale il 2020 è stato davvero un anno da dimenticare e il 2021 non inizierà di certo meglio in quanto le regole fissate per Natale dovrebbero valere anche per il Capodanno.

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