L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 novembre 2020

Energia pulita - Imparare non è difficile, l'energia rinnovabile è gratis per i cittadini

AMBIENTE

Nel borgo sardo di Borutta elettricità (rinnovabile) gratis per tutti

Il paese da poco meno di 300 abitanti è diventato comunità energetica, la prima dell’isola e la dodicesima in Italia. Il sindaco Arru: «Entro primavera 2021 saremo completamente autosufficienti»
di Fausta Chiesa


Silvano Arru

«Contiamo di allacciare il nuovo impianto fotovoltaico alla rete nella prossima primavera: da quel giorno - dice il sindaco di Borruta Silvano Arru, 53 anni, avvocato - non soltanto avremo elettricità al 100 per cento da fonti rinnovabili, ma i miei cittadini non la pagheranno».
Borruta è un borgo di meno di 300 abitanti nel sassarese. Tutte le strutture pubbliche sono alimentate con energia fotovoltaica autoprodotta: palazzo comunale, strutture sportive, scuole, centro polifunzionale, museo, illuminazione pubblica, bici elettriche, la sala congressi, la biblioteca e la casa di riposo.

«A breve - spiega il sindaco - con la realizzazione di ulteriori impianti fotovoltaici sarà possibile distribuire gratuitamente l’energia prodotta da fonti rinnovabili a tutti gli abitanti e alle attività del paese». In bolletta rimarranno solo i costi fissi non legati al consumo di energia come quelli per il trasporto e il canone Rai. «Ma da fine 2021 - precisa Arru - contiamo di acquisire le reti di trasporto e di eliminare completamente la bolletta. Rimane da capire che cosa fare per il canone Rai, siamo in attesa di avere un incontro con l’Agenzia delle Entrate».

Che cosa è accaduto in questo piccolo borgo? Nel 2011 appena entrato in carica Arru ha stipulato il patto dei sindaci e ha previsto un piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes) adottato nel 2012 per diventare autosufficiente energeticamente mediante la produzione di energia da fonti rinnovabili. La svolta concreta è stata resa possibile con l’approvazione del decreto Milleproroghe, convertito in legge nell’agosto scorso. «Che - spiega Arru - ha riconosciuto dignità giuridica alle comunità energetiche e fissato le regole per il suo funzionamento». Alla fine di settembre Borruta è diventato una comunità energetica, la prima in Sardegna e la dodicesima di tutta Italia.

Il Comune adesso prevede di erogare incentivi per consentire a tutte le abitazioni del territorio di raggiungere la classe energetica A, migliorando ulteriormente l’efficienza dell’abitato. «Per aiutare i cittadini a usufruire del superbonus al 110 per cento e sapere quale tipo di interventi possono fare - aggiunge Arru - abbiamo un ufficio aperto due volte la settimana». L’idea, oltre a favorire la transizione ecologica, è anche quella di rendere la vita all’interno del borgo attrattiva sia per chi ci nasce sia per chi intendesse trasferirsi. Infatti, come tanti altri borghi Borutta da anni combatte contro lo spopolamento.

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