L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 30 novembre 2020

Gli sconfinamenti provocatori dei militari statunitensi nei confronti della territorialità della Russia sono aumentati geometricamente in questo ultimo mese, novembre 2020

RUSSIA E USA TORNANO ALLA GUERRA FREDDA?


(di Tiziano Ciocchetti)
28/11/20 

Il dispositivo militare americano, negli ultimi anni, sta subendo una profonda ristrutturazione al fine di affrontare con efficacia un eventuale conflitto a media/alta intensità nel Pacifico.

La situazione ha subito un sensibile cambiamento a partire dal 2008, allorquando la Cina ha avviato una politica di annessione degli arcipelaghi delle Paracel e delle Spratly nel Mar Cinese Meridionale.

Tuttavia, anche nel Pacifico Settentrionale, la VII Flotta si deve confrontare con la potenza russa, sebbene ridimensionata rispetto agli anni dell’Unione Sovietica.

A far salire la tensione con Mosca ci ha pensato il cacciatorpediniere della U.S. Navy John S. McCain (classe Arleigh Burke - foto) che lo scorso 25 novembre ha violato le acque territoriali russe, entrando di poco più di un miglio nel Golfo di Pietro il Grande, vicino Vladivostok.

L’annuncio dello sconfinamento è stato dato dal Ministero della Difesa della Federazione Russa, aggiungendo che il cacciatorpediniere lanciamissili Admiral Vinogradov ha minacciato l’unità americana di speronarla se non si fosse allontanata immediatamente.

A seguito di tale minacce il McCain avrebbe fatto ritorno in acque internazionali.

La VII Flotta tuttavia rivendica il diritto di navigazione nel tratto di mare su cui la Russia rivendica la propria sovranità. L’area è contesa dal 1984, quando l’allora Unione Sovietica dichiarò quelle acque come territoriali.

Vedremo se nel prossimo futuro ci saranno altri episodi analoghi o se la nuova Amministrazione Biden riuscirà a mediare e trovare una soluzione sulla controversia.

Foto: U.S. Navy

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