L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 novembre 2020

Il bitcoin si affianca all'oro come bene rifugio

BITCOIN: corsa all’ORO digitale

Scritto il 26 novembre 2020 alle 13:15 da Danilo DT


Qualche giorno fa l’amico Marco ci ha parlato di una nuova asset class, perché di questo si tratta, che addirittura starebbe per sostituire l’oro nei portafogli. Questo è il LINK al suo post.
Ovviamente parliamo delle criptovalute e nella fattispecie del BTC alias il Bitcoin. In questi giorni è evidente il rinnovato interesse nei confronti delle criptovalute e in primis nei confronti del Bitcoin che sta raggiungendo nuovamente quota 20.000 $.

Le motivazioni? HEDGING, per quindi avere effetto decorrelante sui rischi valutari dell’USD, inflazione, politica monetaria, recessione ecc ecc. Quindi un asset che viene utilizzato come totalmente indipendente dalle dinamiche globali, anzi, con una funzione di “alternativa” all’economia tradizionale.

La domanda che mi pongo quindi è? Ma il Bitcoin merita realmente il ruolo di safe asset globale? Può essere un bene rifugio che protegge in un’epoca pregna di così tante criticità? Quello che mi sembra chiaro è innanzitutto l’effetto rarità. Inoltre stiamo parlando di un’asset class che è al di fuori di tutte le dinamiche finanziarie, nel bene e nel male. Quindi soggetta anche a maggiore volatilità. Ma di certo non può essere sottovalutata. E su questo blog avete letto moltissimi articoli sull’argomento e ne leggerete ancora. Intanto guardate questo confronto tra i due beni rifugio. Il ratio bitcoin/gold sta raggiungendo i massimi storici (area 13) e per questo occorre manifestare un po’ di prudenza, sia sul rally del BTC che sul crollo del gold. Detto questo è presto per poterlo definire bene rifugio, ma allo stesso tempo non possiamo ignorarlo.


STAY TUNED!

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