L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 1 novembre 2020

Il Grande Reset Occidentale non demorde e vuole/pretende la distruzione di uomini, merci, capitali e mezzi di produzione

Se non fossimo in democrazia…

Maurizio Blondet 1 Novembre 2020 

parleremmo di rastrellamenti


Queste misure configurano la militarizzazione dei medici, che diventano polizia, e le cui operazioni possono essere definite rastrellamenti. Tamponi a tappeto, casa per casa, a “assistiti” senza sintomi; se positive, le persone subiscono la quarantena, ossia segregazione a casa oppure nelle apposite installazioni create ad hoc; e tracciamenti delle persone venute a contatto.

Si noterà l’ultima frase: Zaia sta dicendo che queste misure è stato costretto a prenderle, e che il ministero della Sanità le voleva ancora più dure, poliziesche e invasive?

In Lombardia, stesse misure


“Da lunedì (ossia immediatamente, ndr) i tamponi rapidi antigenici inizieranno ad essere utilizzati dalle Ats e Asst della Lombardia in determinati ambienti pubblici e successivamente, grazie ad una delibera che sarà presentata in Giunta martedì 3 novembre, saranno forniti a medici e pediatri di famiglia che daranno la disponibilità” : Lo annuncia il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana […]

«I tamponi antigenici rapidi – spiega l’assessore al Welfare Giulio Gallera – saranno resi disponibili per medici e pediatri di famiglia, per le USCA [ che significa “Unità Speciali di Continuità Assistenziale] che effettuano test a domicilio su indicazione del medico, o in determinate collettività, nel settore scolastico, nelle unità d’offerta residenziali e semiresidenziali, nei Pronto Soccorso, negli istituti penitenziari per una rapida definizione dei casi positivi e dei contatti stretti». …I medici potranno eseguire i test rapidi in centri e ambulatori privati, oppure nelle farmacie dei servizi purché venga garantita la segnalazione degli esiti all’Ats e fornite le opportune informazioni sulla quarantena o sull’isolamento in caso di positività, … avvalendosi in alcuni casi della collaborazione con la sanità militare”.

Dunque, secondo ogni apparenza, da lunedì cominciano i rastrellamenti: di chi? Dei vecchi, per “proteggerli” ovviamente, dato che sono “fragili” ed “esposti al virus”, mettendoli in isolamento e quarantena – . Il vostro cronista ha 76 anni, è single (non ha un convivente o “affetto stabile” (LGBT) e antipatico al regime. E’ un candidato ideale per il tracciamento e la protezione con quarantena. Può darsi che nei prossimi giorni il sito resti muto. Ora sapete perché.

Mi resta da ripetere, ai pochi di noi, che il collasso economico è lo scopo primario di tutto ciò. Sono convinto che l’indurimento eccezionale delle misure per la supposta “seconda ondata” è stato deciso dopo che si è visto, con sorpresa, che l’economia italiana ha avuto una ripresa più incisiva degli altri paesi europei: “la produzione industriale italiana ha segnato un rialzo più accentuato (+34,6%) di quello di Francia, Germania e Spagna (rispettivamente +20,7%, +10,5% e +21,7%)”. Questo guizzo di vitalità animale doveva essere stroncato con un colpo di grazia. Non a caso i media ripetono ossessivamente che è in Lombardia che la crescita della pandemia è peggiore che altrove, e quindi ha bisogno di lockdown più severi e stretti: il guizzo di produzione industriale italiana è certamente dovuto quasi solo a questa regione.

Questo suscita la massima incredulità e l’accusa di complottismo-negazionismo; è ovvio. La gente non può immaginare che i ricchissimi si siano proposti davvero lo scopo di stroncare l’economia occidentale. Perché mai dovrebbero?

Invito a leggere o rileggere la risposta di Dimitri Orlov, l’esperto di collassi (ha subito personalmente quello sovietico, e l’ha studiato da ingegnere e scienziato qual è) splendidamente illustrata da Pecchioli:

“La tesi (delle oligarchie) è che non ci sarà più abbastanza energia per far funzionare l’economia globale; ecco perché interi settori devono essere abbandonati. Essenziale è comprendere che l’iperclasse che gestisce il mondo non ha alcun senso e vincolo morale o nazionale; ciò che conta è che alla fine della ristrutturazione (il Grande Reset) ciò che resterà sia solido, intatto nelle loro mani e sufficientemente ampio da comprendere la parte dell’umanità che lorsignori non ritengono superflua.

“Un’ottima opportunità, immediatamente realizzabile grazie alla paura amplificata artificialmente della pandemia, è distruggere la mobilità di massa, il turismo internazionale e il grande settore ricreativo. L’industria alberghiera e il settore dei trasporti sono devastati, trascinando con sé ristoranti, terme e tutte le altre attività che accolgono lo svago di massa. Le navi da crociera verranno smantellate per essere rottamate. […] Ciò riduce il consumo di cherosene, carburante per bunkeraggi, olio combustibile e gasolio, che sono la linfa vitale dell’economia globale. Il loro utilizzo per trasportare i turisti verso luoghi di villeggiatura è diventato, agli occhi di lorsignori, uno spreco enorme, insostenibile”.

Chi continua a non credere, pace all’anima sua: è già morto. Non si è accorto di essere stato privato non solo di ristoranti delle vacanze, ma della Sanita e della Pubblica Istruzione. E si prenderà in faccia le ulteriori persecuzioni
“Aiuti alle attività danneggiate? Condizionarli a impegni con il fisco. L’obiettivo deve essere uscire dalla crisi Covid con meno evasione”


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