L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 novembre 2020

Italia sempre più colonia francese. Altri risparmi italiani gestiti ed utilizzati dalla Francia

Come i francesi di Crédit Agricole si papperanno il Credito Valtellinese (Creval)

23 novembre 2020


Con 737 milioni il gruppo francese Crédit Agricole comprerà con un’Opa il Credito Valtellinese. Il fondo Algebris di Serra già pronto a vendere il suo 5,4%. Tutti i dettagli sull’Offerta pubblica di acquisto volontaria del colosso francese sul Creval

Crédit Agricole Italia, società controllata per il 75,6% dal gruppo francese Crédit Agricole, lancia un’offerta pubblica di acquisto volontaria con corrispettivo in denaro promossa sulla totalità delle azioni di Credito Valtellinese.

L’INVESTIMENTO DEL CREDIT AGRICOLE

L’offerta pubblica di acquisto con corrispettivo in denaro da parte di Credit Agricole Italia su Credito Valtellinese è pari a 10,50 euro per azione. Tale prezzo equivale ad un investimento totale di 737 milioni da parte di Crédit Agricole Italia per arrivare a detenere il 100% delle azioni di Credito Valtellinese.
IL PREMIO PER IL CREDITO VALTELLINESE

Il corrispettivo incorpora un premio del 53,9% rispetto al prezzo medio ponderato degli ultimi 6 mesi e un premio del 21,4% rispetto al più recente prezzo ufficiale di Credito Valtellinese a venerdì 20 novembre.

GLI OBIETTIVI DEI FRANCESI SUL CREVAL

L’offerta sarà condizionata al raggiungimento da parte di Credit Agricole Italia di una partecipazione pari almeno al 66,7% del capitale sociale con diritto di voto di Credito Valtellinese, con la possibilità per Credit Agricole Italia di rinunciare a tale condizione purché abbia acquisito almeno il 50% + 1 azione del capitale sociale con diritto di voto di Credito Valtellinese.

GLI ACCORDI TRA CREDIT AGRICOLE E ALGEBRIS

Crédit Agricole Italia ha già ricevuto un impegno a vendere da parte di Algebris, per la sua partecipazione in Creval pari a circa il 5,4% del capitale sociale, previa approvazione regolamentare. Nel contesto dell’offerta, Crédit Agricole Assurances (controllata di Credit Agricole) venderà a Credit Agricole Italia la partecipazione detenuta in Credito Valtellinese, pari a circa 9,8% del capitale sociale.

LA REVOCA

Nell’ipotesi in cui, all’esito dell’Offerta, Crédit Agricole Italia venisse a detenere una partecipazione complessiva superiore al 90% del capitale sociale di Credito Valtellinese, Crédit Agricole Italia non intende porre in essere misure finalizzate a ripristinare le condizioni minime di flottante per un regolare andamento delle negoziazioni delle azioni di Credito Valtellinese, e ciò comporterà la revoca delle azioni del Creval dalla quotazione.

LE PROSSIME MOSSE

In ogni caso, a seguito dell’offerta, ricorrendone i presupposti Crédit Agricole Italia intraprenderà le attività necessarie per procedere alla fusione per incorporazione di Credito Valtellinese, attraverso la quale realizzare la piena integrazione e, quindi, massimizzare la creazione di valore in coerenza con la strategia implementata da Crédit Agricole Italia nelle ultime operazioni significative.

I PRECEDENTI

Come le fusioni in Credit Agricole Italia di Cassa di Risparmio di Rimini, Cassa di Risparmio di Cesena e Cassa di Risparmio di San Miniato nel 2018 e di Cassa di Risparmio della Spezia nel 2019.

GLI OBIETTIVI SULL’UTILE

Crédit Agricole si aspetta che l’operazione produca un incremento dell’utile per azione al 2022 e che generi un Return on Investment maggiore del 10% in 3 anni, basato solo su sinergie di costo e di funding. L’operazione permetterà la creazione di valore a lungo termine attraverso il progressivo cross-selling con le linee di business di Crédit Agricole, un importante pilastro della nostra strategia.

LE CONSONANZE FRA CREDIT AGRICOLE E CREVAL

“Credito Valtellinese condivide con noi molti dei valori di fondo che rappresentano la ragion d’essere di Credit Agricole Italia: il radicamento sul territorio, l’attenzione alle comunità locali e al tessuto sociale e imprenditoriale di riferimento, la valorizzazione delle persone, la sostenibilità del modello di business”, sottolinea il presidente di Credit Agricole Italia, Ariberto Fassati. “Con questa integrazione – aggiunge – siamo convinti di poter creare valore aggiunto per tutti gli stakeholder”.

L’IMPATTO NEGATIVO PER IL CRÉDIT AGRICOLE

Al termine dell’operazione, è stato preliminarmente stimato che l’impatto negativo dell’operazione sul Capitale primario di Classe 1 di Credit Agricole rimarrà al di sotto di 20 punti base. Sulla base della esperienza passata nel realizzare integrazioni di successo, Credit Agricole è fiduciosa nell’abilità di Credit Agricole Italia di integrare Credito Valtellinese senza difficoltà e con un minimo rischio di integrazione.

VERSO LA FUSIONE PER INCORPORAZIONE

A seguito dell’offerta, Crédit Agricole Italia intende procedere alla fusione per incorporazione di Credito Valtellinese in Credit Agricole Italia al fine di consentire un’effettiva integrazione delle proprie attività con quelle di Credito Valtellinese.

LE COLLABORAZIONI ATTUALI FRA CREDIT AGRICOLE E CREVAL

Crédit Agricole e Credito Valtellinese godono già oggi di una forte collaborazione. Credit Agricole Vita, la controllata italiana del gruppo operante nel business assicurativo vita, è il partner esclusivo di Credito Valtellinese nel business assicurativo vita mentre la sua controllante, Credit Agricole Assurance, è uno dei principali azionisti di Creval, con una quota del 9.8%. L’acquisizione di Credito Valtellinese è perciò un’estensione della partnership strategica di Credit Agricole con Credito Valtellinese, supportata da una forte affinità industriale e culturale, ed in linea con la strategia di crescita sostenibile di Crédit Agricole Italia.

COME È E CHE COSA FA IL GRUPPO CREDIT AGRICOLE IN ITALIA

Il gruppo Credit Agricole è da tempo presente in Italia e ad oggi serve 4,5 milioni di clienti nel paese, attraverso più di 1.000 punti vendita (principalmente filiali di Credit Agricole Italia, Credit Agricole FriulAdria e Agos), con il supporto di 14.000 collaboratori sul territorio nazionale. L’Italia contribuisce al 15% dell’utile netto totale di Crédit Agricole, rendendola il secondo mercato domestico per il Gruppo Crédit Agricole. L’acquisizione di Creval rappresenta un’opportunità ideale di crescita per Credit Agricole Italia, soprattutto in termini di copertura geografica con un significativo rafforzamento nel Nord Italia (70% del numero delle filiali pro forma). E in particolare il raddoppio della quota di mercato in Lombardia (dal 3% a più del 6%), dove Credito Valtellinese opera con più del 40% delle proprie filiali, diventando la 7/a banca nella regione. Ma anche un aumento dimensionale in Piemonte, nelle Marche e nel Lazio e accesso a nuove regioni, incluse le aree metropolitane più dinamiche della Sicilia, oltre che la Valle d’Aosta e il Trentino.

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