L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 17 novembre 2020

La Bce, momentaneamente, è diventata banca centrale prestatore di ultima istanza e con un clic potrebbe distruggere i titoli di stato che ha in pancia MA il Progetto Criminale dell'Euro diventerebbe isterico

FINANZA/ Debito e rigore, lo scontro nella Bce che vale il futuro dell’Italia

Pubblicazione: 17.11.2020 - Carlo Pelanda

Per sostenere le imprese e l’occupazione dovrà aumentare il debito dei Paesi europei. L’Italia ha bisogno che la Bce proceda a una sterilizzazione

Christine Lagarde, presidente della Bce (LaPresse)

Nell’incertezza del momento economico c’è una certezza: nell’Ue dovrà aumentare il ricorso al debito previsto in estate per permettere ai bilanci statali di sostenere le unità produttive e l’occupazione colpite dalla seconda ondata di contagi. Ma l’extradebito aggiuntivo eccede la capacità di gran parte degli Stati, in particolare di quelli già molto indebitati come l’Italia, di ripagarlo senza avere effetti depressivi nel post emergenza. Tale problema futuro potrebbe ridurre le risorse che servono oggi. Per evitarlo è necessaria una copertura straordinaria dell’indebitamento da parte della Bce.

Questa ha deciso di incrementare l’acquisto di emissioni debitorie degli Stati per garantirle in modo da tenerne basso il rischio e quindi i costi (è più semplice dire mantenere sotto controllo lo  S P R E A D , da qui si evince la malafede dei giornalisti di professione). Se fa così vuol dire che ha anche individuato un modo per sterilizzare l’extradebito da pandemia affinché non diventi distruttivo nel futuro. Sterilizzare, nel caso, significa trattenere nel bilancio della Bce un’aliquota dei debiti statali acquistati, rifinanziandoli periodicamente (con un clic si crea moneta con un clic la si distrugge).


C’è un limite? È una situazione nuova, ma la ricerca in materia ritiene lo spazio di bilancio di un’emittente di moneta molto ampio. Trasferendo questa considerazione allo scenario europeo più probabile – rimbalzo economico forte entro il 2021 e riparazioni dei settori più colpiti entro il 2023 in un contesto di crescente viabilità del mercato globale grazie alla vaccinazione e nuove terapie – certamente la bolla debitoria da pandemia potrà essere gestibile via sterilizzazione sul piano delle quantità. Ma l’extradebito dovrebbe restare sterilizzato per decenni e ridotto “naturalmente” dall’inflazione.

Mentre sul piano tecnico se ne intravede la possibilità, su quello politico va annotato che in sede Ue ed entro la Bce c’è un conflitto, pur ora in sordina, tra chi vuole ripristinare il rigore e chi vorrà abolirlo. Poiché la fiducia nel futuro è base per mantenere l’ottimismo in un presente grigio, già adesso dovrebbe emergere un buon senso che armonizzi requisiti di ordine finanziario e sviluppo.

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