L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 novembre 2020

La partita non è ancora del tutto chiusa

08 NOVEMBER 2020



Ci sono molte buone ragioni per le quali è probabile che Joe Biden, nonostante i proclami trionfalistici che ne annunciano la vittoria, non sarà il presidente di TUTTI gli americani. Queste elezioni stanno spaccando in due il Grande Paese. La democrazia degli Usa appartiene al popolo, non alla Cnn, alla Cbs né ad altri network nelle mani della Grande Finanza e delle lobby. Sono quattro anni, ovvero il tempo di un mandato presidenziale, che la CNN diffonde notizie false su Trump, montando casi su casi a suo danno (Russiagate, ma non solo). I media si confermano sempre più strumenti operativi della sovversione e dell'eversione. Sui media si istruiscono processi, si montano o gonfiano scandali, si calunnia, si manipola, si ribalta la realtà, eccetera. Questo 2020 sarà ricordato per due truffe di proporzioni planetarie: l'invenzione della pandemia, prodromica al controllo del pianeta e all'accelerazione dell'Agenda NWO nonché al controllo capillare dei suoi abitanti, e il "golpe mediatico" che ha portato alla Casa Bianca un "vecchietto di quelli che sembrano fare la pubblicità alle dentiere e alle pasticche per la prostata" (copyright: Veneziani). Le due mega-truffe, sono strettamente interdipendenti. 
La vittoria preannunciata del perdente Biden, con le parole minacciose di Nancy Pelosi. Ecco la profezia della Pizia imbrogliona e maneggiona : "Sono molto sicura che Joe Biden verrà eletto presidente martedì”, ha dichiarato ai giornalisti la Pelosi, aggiungendo molto candidamente: “Qualsiasi sia il conteggio finale dei voti di martedì, sarà eletto. Il 20 gennaio si insedierà come presidente degli Stati Uniti". 
A che gioco giochiamo? A quello dei bari di una partita da poker che vincono comunque perché sanno già di possedere un tavolo con le carte già truccate? Poi con tono intimidatorio: "La miglior cosa che il presidente può fare per la nostra nazione è accettare il risultato di questa elezione da vero uomo”. Quanti buoni consigli disinteressati, da parte dell'anziana Nancy! 
Ed eravamo solo al 30 ottobre con votazioni non ancora iniziate. Avevamo in Obama, il Premio Nobel preventivo per la Pace, ora abbiamo la Vittoria preventiva del suo ex vice, che possiamo chiamare "il comunque Vincente". 

Per ora, nonostante la ridondante operazione d'immagine che ha proclamato vincitore Biden con tanto di tifosi dem che riempiono le piazze, l'inquilino della Casa Bianca Donald Trump, non ha intenzione di dichiararsi sconfitto. La cosa avverrà, semmai, dopo i riconteggi che si preannunciano lunghi. Non solo, ancora molti Stati decisivi stanno contando i voti. Le distanze sono talmente minime che c’è un solo motivo per questa ‘proclamazione’: la fretta di far trovare la Nazione di fronte al fatto compiuto, avvenuta mediante una possente operazione di immagine di "Vittoria Preventiva". Ormai in Usa è diventato tutto preventivo: guerre d'aggressione (pardon, "umanitarie") preventive, premi Nobel preventivi e vincitori alle elezioni preventivi. Trump era malvisto forse perché non ha scatenato nessuna di queste forme di "prevenzione".

Sappiamo che nell'ambito dem c’è grande voglia di eliminare per sempre quei simboli e quei capisaldi della loro Costituzione, come il Secondo Emendamento (quello che garantisce il diritto di portare armi), i quali rappresentano i punti di forza della resistenza al potere in mano al popolo.

Naturalmente Biden è solo un segnaposto perché non ci vuole niente a rimpiazzarlo con Kamala Harris, magari "per sopraggiunti limiti d'età". La sua vice sembra essere la classica quota rosa (e pure coloured) che non avrebbe vinto la competizione elettorale manco morta, dato che in Usa la gente comune vuole premiare il merito e non la solita "quota Panda", a prescindere. Sarà come mettere (come già sta avvenendo nello show-biz cinematografico) una James Bond 007 in gonnella col tocco di colore esotico, tanto per essere più trendy. 

Nessuno sapeva che nei seggi erano presenti infiltrati con telecamere negli occhiali e nessuno era al corrente che le schede buone hanno innesti di isotopi di dimensione nanometrica, e sono rintracciabili via satellite una per una. Quelle usate per truffa “voto postale” sono state fatte in Cina ( ma che strana combinazione!). Esiste la tecnologia e la possibilità per eliminare dal conteggio tutte le schede contraffatte. Gli stati truffaldini hanno usato e inviato a casa schede stampate all’estero non distinguendole da quelle stampate dai federali. Ed è per questo che Trump ha invitato i suoi ad andare ai seggi. Chi ha partecipato ai brogli rischierebbe 20 anni di galera. Già in questi giorni hanno arrestato diversi dirigenti postali, dei quali i nostri media, impegnati come sono a fare le mosche cocchiere e a stappar bottiglie pro Biden, non ci hanno dato notizia. . Nei giorni successivi, ne sapremo di sicuro qualcosa di più. 
Patetici Conte e Mattarella, ansiosi di catapultarsi subito sul carro del "comunque Vincitore". Per non dire di Gentiloni che asserisce grottescamente di essere così contento da abbracciarsi da solo. 

I media mainstream, ma anche i Social (twitter, Facebook, Instagram), le piattaforme come Google-You Tube, tutti quanti con le loro censure, i loro tagli e interruzioni ai discorsi di Trump perché ritenuti "non conformi" sono precipitati ad un livello infimo, confermandosi senz'ombra di dubbio, i bracci armati della Finanza globalista e delle lobby in grado di ordire veri e propri "golpe mediatici". L'impazienza frenetica di proclamare vincitore Sleepy Joe con tutto l'apparato di propaganda, l'iconografia della vittoria già predisposta anzitempo, rappresenta un salto di qualità inquietante rispetto alla classica società dello spettacolo: siamo passati addirittura al grande teatro, alla grande scenografia degli spettri e degli ologrammi, degli "effetti speciali". Trump avrebbe vinto, ma attraverso apposite falsificazioni materiali e immateriali, il refrain compulsivo del "and the Winner is...", il copione di carta pesta hollywoodiana secondo il quale è comunque successo l’opposto del reale, tutto ciò sta impiantandosi nell’immaginario collettivo, secondo il motto: ripetete falsità, ripetete falsità e qualcosa accadrà. Un orribile slogan che fa a pezzi la realtà. "Se passa anche questa che sarebbe la seconda grande truffa dell'anno - oso dire del secolo anche se siamo appena al 2020 - figlia della prima, allora sarà l'uccisione della realtà", scrive Alessandra. 
Una truffa, purtroppo è strettamente dipendente dall'altra. Per fare perdurare ad libitum la falsa "emergenza sanitaria", occorre per essi, un governo suddito del mondialismo che si impadronisca di tutti i magheggi del potere, molti dei quali sono già all'opera. 
Se il presidente Trump porta però, il suo esercito popolare di 71 milioni di elettori senza mollare, l'unica speranza che abbiamo consiste nel fatto che questi settantun milioni di americani arrabbiati risoluti a un obiettivo comune non è qualcosa con cui si possa scherzare. In ogni caso Biden e la sua cricca, saranno molto molto impegnati a tenerli a bada. 
La partita non è ancora del tutto chiusa. 

Giorno di S. Goffredo di Amiens

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