L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 novembre 2020

la politica monetaria, oggi, ha effetto soprattutto sulla finanza e non sull'economia reale. Per questa ci vuole la politica fiscale

NO PROBLEM: ci pensano sempre loro!

Scritto il 27 novembre 2020 alle 07:51 da Danilo DT


Non vi ho più parlato delle banche centrali per non annoiarvi anche perché il “mood” non è di certo cambiato. La scoperta di molteplici vaccini non cura certo gli effetti negativi del lockdown, la politica fiscale fatica a decollare e quindi la mossa più immediata ed efficace resta della di politica monetaria, anche solo tramite promesse e forward guidance. Ma non solo perché tutte le principali banche centrali del globo si sono dette pronte ad impegnarsi oltremodo, se ce ne sarà bisogno. Dai verbali dell’ultimo meeting emerge per esempio che la Federal Reserve potrebbe presto dare indicazioni ai mercati sulla durata degli acquisti di bond a sostegno dell’economia e su quali condizioni sarebbero necessarie per poter ridurre il ricorso ai programmi di acquisto. La BCE resta sempre sul pezzo e compra titoli settimanalmente per circa 20 miliardi di Euro. La BOJ resta ovviamente proattiva, come da sempre e si dice pronta anche ad aumentare gli acquisti. Unica nota, visto che spesso e volentieri a Tokyo si comprano ETF e non solo obbligazionari, la BoJ dovrebbe esercitare la massima vigilanza contro la possibilità di un improvviso cambiamento nei mercati finanziari e dare risposte politiche flessibili quando necessario, proprio per evitare di ritrovarsi in portafoglio con perdite importanti.

Intanto la slide qui sotto mette in chiaro il programma. Se nel 2020 abbiamo esagerato, nel 2021 continuiamo a non scherzare.


Con un sostegno così, come andranno i mercati? Intanto ricordo che la politica monetaria, oggi, ha effetto soprattutto sulla finanza e non sull’economia reale. Per questa ci vuole la politica fiscale. Però per chi bazzica sui mercati, il segnale sembra quantomeno evidente. E se volete al conferma, ve la faccio vedere con questa contrapposizione.


Finchè c’è il sostegno delle banche centrali, sembra proprio che i mercati non debbano temere un gran chè. Ma questa è la teoria che fino ad ora ha retto. Può reggere per sempre? Probabilmente no? E avranno sempre ragione loro? Beh, diciamo che non sempre hanno avuto ragione. Intanto una nota sul tasso inflazione. Non fidatevi molto sulle loro previsioni. Per esempio la BCE qui ha dato spettacolo negli ultimi anni. Possibile che non abbiano saputo leggere un perfetto quadro da debt deflation?


STAY TUNED!

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