L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 6 novembre 2020

La presa per il culo delle televisioni e della politica tutta ai popoli europei e non solo

CRONACA
In Germania più morti con l'influenza del 2018 che col Covid 

Lo rivela uno studio di Pier Paolo Lunelli, l'ex generale dell'Esercito autore di diversi piani pandemici e di un dossier al vaglio della Procura di Bergamo 

aggiornato alle 15:2204 novembre 2020

Porta di Brandeburgo, Berlino

AGI – In Germania ci sono stati più morti con l’influenza stagionale del 2018 che col Covid. Il dato emerge da uno studio letto dall’AGI firmato da Pier Paolo Lunelli, l’ex generale dell’Esercito autore di un dossier al vaglio della Procura di Bergamo in cui sostiene che con un piano pandemico adeguato, come quelli predisposti da altri Stati, l’Italia avrebbe contato 10 mila vittime in meno.

Il paragone tra Italia e Germania 

A partire dall’analisi dei dati dell’Istat e di un articolo pubblicato a settembre sulla rivista scientifica ‘The Lancet’, Lunelli propone un paragone tra Italia e Germania da cui risulta che “l’incidenza della pandemia in Germania sul tasso di mortalità non si è pesantemente discostata dalla media degli anni precedenti, come invece è accaduto in Italia” (solo nel mese di marzo 2020)

In particolare, dal 9 al 15 marzo 2020, una delle settimane in cui il virus ha colpito con più ferocia, il numero dei decessi in Germania “è di poco al di sotto della media dei 4 anni precedenti. Questo numero – spiega – si discosta poi da questo valore verso l’alto per rientrare nei valori medi nella 15esima settimana (dal 6 al 12 aprile). L’incidenza della pandemia – conclude - sembra sia risultata addirittura inferiore a quella dell’influenza stagionale del 2018 quando la mortalità era arrivata a 27mila decessi nella decima settimana (inizio di marzo)”. In Italia invece l’eccesso di mortalità a marzo e aprile 2020 “è stato consistente, un totale di 53mila decessi”.

Il tasso di mortalità non sono solo i morti di Covid 

Presupposto del ragionamento di Lunelli è che “minore è il tasso di mortalità, minore è il numero di vittime e migliori le performance di un Paese nell’affrontare l’emergenza sanitaria”. E molto, a dire di Lunelli che ne ha elaborati di suo pugno diversi in vari Paesi europei, dipende dai piani pandemici molto deficitari in Italia, a differenza che in Germania.
Lo studio di Lunelli punta anche a far emergere che il tasso di mortalità da calcolare non è quello dei pazienti deceduti positivi Covid_19, ma quello “causato dall’emergenza sanitaria a sua volta causata dal Covid, un dato ricavato confrontando i numeri dei registri all’anagrafe con la media dei decessi dei 5 anni precedenti”.

In Italia “l’eccesso osservato nella mortalità complessiva rispetto alla media dei 5 anni precedenti ha notevolmente superato il numero dei decessi registrati dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile come direttamente legati alla patologia da Covid_19. Nel periodo marzo-aprile il tasso di mortalità dell’intera emergenza sanitaria causata dal Covid_19 è superiore del 70% a quello riferito soltanto alla patologia Covid_19”. Tra le cause ipotizzate per questo eccesso, Lunelli individua anche la mortalità indiretta causata dal collasso del sistema ospedaliero, “soprattutto in Lombardia e nelle province di Bergamo, Cremona e Brescia".

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