L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 novembre 2020

La propaganda dice che l'economia sia verde nei fatti si lavora per l'energia degli atomi

Idrogeno verde: a Bruxelles c’è chi rema contro (e vuole gas e atomo)

Novembre 27, 2020

L’Europa è spaccata a metà tra chi vuole una definizione ristretta di H2 rinnovabile e chi spinge per usare parole più vaghe e dare uguale rilevanza a quello blu e viola

L’UE è pronta a cancellare la priorità di investimenti all’idrogeno verde

(Rinnovabili.it) – Si scrive ‘sicuro e sostenibile’, si legge ‘prodotto da nucleare e fonti fossili’. E’ l’idrogeno che sarà promosso dall’Unione europea, secondo la bozza di accordo che è in discussione oggi nell’ultimo round preparatorio prima del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre. In altri termini, Bruxelles sarebbe pronta a cancellare quell’assoluta priorità data nella strategia presentata a luglio all’idrogeno verde, cioè quello prodotto esclusivamente con energia rinnovabile.

Lo scoop è del portale Euractiv, che è riuscito a mettere le mani sull’ultima versione dell’accordo e a scovare una ‘gola profonda’ tra i funzionari che hanno preparato l’incontro di oggi. Secondo cui la bozza “indebolisce significativamente la priorità data all’idrogeno rinnovabile”. Perché questo voltafaccia? Il motivo è la levata di scudi tra molti paesi UE, che vogliono difendere la possibilità di indirizzare gli investimenti anche sull’H2 da nucleare e sull’idrogeno blu, cioè quello prodotto dal gas con cattura e stoccaggio della CO2.

Leggi anche La strategia sull’idrogeno UE: 40GW di elettrolizzatori al 2030

Dal quadro dipinto da questa fonte UE emerge una spaccatura profonda dei paesi in due gruppi. Gli Stati pro-nucleare e gas sono Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Ungheria, Polonia, Romania e Olanda. Quest’ultima ha pubblicamente detto che sostiene anche l’idrogeno grigio (anche questo da gas ma senza recupero di CO2), almeno in una fase iniziale, come punto di partenza per arrivare a quello blu. Mentre chi spinge per una definizione restrittiva di idrogeno rinnovabile è il gruppo formato da Austria, Danimarca, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo e Spagna.

Secondo la fonte “in tutto il testo vengono aggiunte le parole ‘idrogeno sicuro e sostenibile’”. Che però non chiariscono nulla perché “questa espressione non è definita”. Un testo del genere toglierebbe la priorità assegnata dalla strategia europea all’idrogeno verde. E lo metterebbe sullo stesso piano delle altre tipologie a basse emissioni di carbonio. Nelle quali farebbe definitivamente ingresso anche il nucleare, vista l’assenza di passaggi che lo escludano esplicitamente. L’energia dall’atomo non era menzionata nella strategia UE sull’idrogeno presentata a luglio.

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