L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 6 novembre 2020

La risposta a Visco è Investimento strutturale: assunzione di almeno un milione di giovani nella pubblica amministrazione (medici, infermieri, insegnanti, operai, poliziotti, impiegati, vigili del fuoco, tecnici, ingegneri, insegnanti)

RADIOCOR
***Visco: necessario porsi obiettivo di progressivo riequilibrio dei conti pubblici

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 04 nov - "Per quanto riguarda i conti pubblici, nel medio periodo, l'azione di politica economica non puo' che porsi l'obiettivo di conseguire un progressivo riequilibrio. Questo vale soprattutto per quei paesi che, come l'Italia, avevano un alto debito pubblico anche prima della pandemia". E' quanto ha detto il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco intervenendo al webinar organizzato dall'Universita' Bocconi e da Deutsche Bank 'Gli Stati generali delle pensioni' sul tema dello shock provocato dal Covid, del debito pensionistico e del debito pubblico. "Assicurare nel prossimo decennio una rapida riduzione del debito, innalzato dagli effetti della pandemia e dalle indispensabili risposte di finanza pubblica - ha spiegato Visco - richiedera' la massima attenzione alla qualita' delle misure di sostegno dell'economia e un graduale aggiustamento dei saldi di bilancio quando le condizioni macroeconomiche saranno piu' favorevoli".

Nell'analisi pubblicata nell'ultima Relazione annuale della Banca d'Italia, ha ricordato il governatore, "si mostra che con una crescita media dell'attivita' economica attorno all'1,5 per cento, un'inflazione che si riporti progressivamente poco al di sotto del 2 per cento, un graduale ritorno dell'avanzo primario dalla meta' del periodo considerato all'1,5 per cento del prodotto e un differenziale di rendimento decennale tra i titoli pubblici italiani e quelli tedeschi su valori attorno a 100 punti base, il peso del debito potrebbe riportarsi ai livelli pre-Covid nell'arco di un decennio. Si tratta di un sentiero di consolidamento dei conti non dissimile da quello tratteggiato dal Governo nella recente nota di aggiornamento del Def".

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(RADIOCOR) 04-11-20 16:08:16 (0490) 3 NNNN

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