L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 novembre 2020

Le banche centrali sanno perfettamente che eliminando il divario tra banche commerciali e quelle d'investimento realizzato da Clinton e a cascata in tutto il mondo occidentale ha solo spostato più in là il problema di come affrontare la crisi di Sovrapproduzione creando nel contempo altre contraddizioni che abbiamo pagato caramente prima con la crisi del 2007 subprime e poi con il fallimento della Lehman Brothers con un'economia basata sul debito, sulla Stagnazione Secolare. Oggi esplorano timidamente alternative mentre il Grande Reset Occidentale con il covid/lockdown/coprifuoco incide sulla carne viva dei popoli attuando la distruzione di merci, mezzi di produzione, capitali, uomini

Bank of England: le valute digitali potrebbero far parte di un 'nuovo ordine monetario'

20 NOV 2020

Andy Haldane, un dirigente di Bank of England, crede che una valuta digitale diffusa possa avere un impatto positivo sulla stabilità finanziaria


La Bank of England, o BoE, sta ampliando le sue ricerche sulle valute digitali, valutando come questi asset potrebbero formare la base di un “nuovo ordine monetario.”

Andy Haldane, capo economista della banca centrale e membro del Monetary Policy Committee, ha tenuto un discorso mercoledì durante la TheCityUK 10th Anniversary Conference.

La trascrizione da 19 pagine, intitolata “Cogliere le opportunità della finanza digitale,” si sofferma su vari temi legati alle valute digitali e al loro impatto sulla stabilità finanziaria e sulla politica monetaria.

Il “modello bancario tradizionale verrebbe stravolto” da una valuta digitale ampiamente utilizzata, ha previsto Haldane, aggiungendo che occorre prestare più attenzione ai “potenziali vantaggi a più lungo termine di tale cambiamento strutturale.”

Uno di questi benefici è la nascita della “banca stretta,” o narrow banking, che separerebbe parzialmente le attività “sicure” basate sui pagamenti delle banche dalle loro attività creditizie più rischiose.

Haldane ha spiegato:
“In linea di principio, separare pagamenti sicuri da attività creditizie rischiose potrebbe portare a un maggiore allineamento di rischio e durata sui bilanci delle istituzioni che offrono tali servizi.”

Sul fronte delle politiche monetarie, il dirigente è convinto che una valuta digitale possa mitigare o persino negare la prevalenza dei tassi d’interesse negativi. Secondo Haldane, tassi a zero o negativi “emergono da un vincolo tecnologico sull’abilità di pagare o ricevere interessi su denaro fisico”:
“In teoria, una valuta digitale ampiamente diffusa potrebbe mitigare, se non eliminare, questo limite tecnologico consentendo la riscossione di tassi d’interesse su asset monetari retail.”

I tassi d’interesse negativi sono uno strumento non convenzionale promosso dalle banche centrali per incoraggiare le istituzioni finanziarie a prestare denaro invece di accumularlo nelle proprie riserve. In un contesto caratterizzato da tassi negativi, le istituzioni finanziarie pagano per conservare denaro in eccesso nella banca centrale. In seguito alla crisi finanziaria del 2008, la Banca Centrale Europea, Bank of Japan e la Banca nazionale svizzera hanno seguito questa strada.

Anche la BoE sta esplorando i vari casi d’uso di una central bank digital currency, o CBDC, ma non ha ancora preso alcuna decisione a riguardo, secondo il direttore fintech Tom Mutton.

Diverse banche centrali in tutto il mondo stanno considerando la possibilità di una CBDC, mentre alcune autorità monetarie hanno optato per un approccio più proattivo. La Cina, ad esempio, ha concluso di recente il suo più grande programma pilota per lo yuan digitale, distribuendo wallet online a 50.000 persone.

Nel frattempo, la Federal Reserve statunitense ha pubblicato una serie di rapporti di ricerca esplorando la potenziale utilità di una CBDC. Una delle principali conclusioni di una rassegna pubblicata recentemente è stata la necessità di identificare le “caratteristiche intrinseche delle CBDC.”

Nessun commento:

Posta un commento