L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 novembre 2020

Le borse sono completamente distaccate dalla realtà produttiva. Il Grande Reset è preoccupato per gli effetti collaterali che hanno preso una piega imprevista, le aziende-zombi sono diventate troppe e l'accompagnamento dolce che le banche centrali occidentali dovevano fare nella crisi economica-sociale scatenata e voluta dallo strumento covid/lockdown/coprifuoco non mantiene i risultati sperati

Wall Street: una bolla pronta ad esplodere? “Borse a livelli stratosferici”

Violetta Silvestri
28 Novembre 2020 - 10:52

Borse a livelli mai visti, mercati finanziari con guadagni da record e inaspettati, titoli azionari e obbligazionari sorprendenti: una bolla pronta a esplodere? L’analisi di Marcotti.

Wall Street: una bolla pronta ad esplodere? “Borse a livelli stratosferici”

Mercati azionari e obbligazionari in primo piano nelle riflessioni di Giancarlo Marcotti.

L’esperto di finanza come di consueto ha espresso le sue osservazioni nell’intervista di Money.it, concentrandosi su quanto accaduto in settimana nelle Borse.

Evento di spicco è stato il guadagno record dell’indice Dow Jones, che a sorpresa ha raggiunto i 30.000 punti. Cosa significa, davvero, questo rialzo storico? E, soprattutto, cosa si cela nei livelli stratosferici delle Borse?

Il pericolo è di avere brutte sorprese secondo Marcotti: c’è una bolla pronta a esplodere a Wall Street e non solo?

Mercati gonfiati: bolla in esplosione? L’analisi di Marcotti

Il traguardo non prevedibile nel 2020 è stato raggiunto: l’indice Dow Jones ha superato la soglia dei 30.000 punti, registrando un rialzo da record, già entrato nella storia a Wall Street.

Un risultato che, a detta di Marcotti, poteva essere stimato per il 2050 o il 2060 al massimo e che invece ha stupito gli investitori in questo novembre 2020. Trainato dalle novità sui vaccini anti-Covid e dallo stabilizzarsi dello scenario alla Casa Bianca con Biden presidente, il Dow Jones ha messo il turbo.

L’esperto ha sottolineato che la Borsa americana ha raggiunto livelli stratosferici e a questo punto bisogna chiedersi il motivo: “Aziende che erano già grandi sono diventate gigantesche e si è gonfiato il mercato”

E l’attenzione, per Marcotti, si deve spostare su un fatto specifico:

“C’è la questione dei tassi bassi e della liquidità che viene dalle banche centrali che ha gonfiato tutti i mercati finanziari. Quello che è più gonfiato è il mercato obbligazionario...ci sono aziende in difficoltà che pagano sulle proprie obbligazioni tassi di interesse che una volta erano per le aziende primarie...è qui la grande bolla”

I riflettori si devono accendere su tutti i mercati, non solo quelli azionari in grande slancio. Infatti, secondo Marcotti, i tassi a zero o negativi sono da monitorare poiché non possono durare in eterno e dinanzi a situazioni nuove e inesplorate le brutte sorprese sono dietro l’angolo.

Al momento, i rialzi record sono un vantaggio per tutti, o comunque per molti nella visione di Marcotti. Chi ha investito anni fa negli USA, Cina, Giappone, Corea si ritrova guadagni importanti.

Tuttavia bisogna fare dei distinguo e qui Marcotti lancia una nuova allerta: in Europa, ad eccezione della Germania dove il Dax è intorno alla parità, le Borse sono in negativo dall’inizio dell’anno. Tranne in Svezia, dove nel 2020 i guadagni viaggiano sul +9%.

Nessuno ne parla, ma occorre prestare attenzione. Sono tanti, quindi, gli elementi nuovi da monitorare: le Borse e i mercati esploderanno?

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