L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 1 novembre 2020

Le monete crypto si interfacciano con quelle fiat e PayPal è lo strumento, sicuramente da perfezionare

31 ottobre 2020
I piccoli passi di PayPal nelle crypto non stanno smorzando l’hype per l’adozione

Mentre le società crypto cercano di creare l’equivalente decentralizzato di PayPal, la compagnia stessa entrerà presto nel settore


Da qualche tempo a questa parte il settore crypto è in fermento, e per una buona ragione. Attualmente, Bitcoin (BTC) si aggira intorno al livello dei 14.000$, mentre Ether (ETH) ha quasi superato la soglia dei 400$ nonostante l’hack ai danni dell’exchange KuCoin e gli sfortunati eventi legali che di recente hanno interessato BitMEX. Detto ciò, quest’ultimo rialzo può essere attribuito ampiamente alla decisione presa dalla società di pagamenti online PayPal di entrare finalmente nell’arena crypto.

A partire dal 2021, PayPal consentirà ai suoi clienti di usare una serie di popolari valute digitali come Bitcoin, Ethereum, Bitcoin Cash (BCH) e Litecoin (LTC) per fare acquisti attraverso la sua gigantesca rete di commercianti affiliati. Anche se le transazioni potranno essere iniziate in crypto, i pagamenti verranno regolati in fiat, quindi i commercianti riceveranno solo fondi nella propria valuta locale.

Per rendere possibile tutto questo, PayPal ha avviato una collaborazione con Paxos per le sue esigenze di custodia e liquidità. Inoltre, PayPal è riuscita a ottenere una licenza condizionale dal NYDFS attraverso il charter Paxos Trust. Charles Cascarilla, CEO di Paxos, ha spiegato a Cointelegraph che collaborare con PayPal per fornire a clienti in tutto il mondo un accesso semplificato alle criptovalute avrà senza dubbio enormi implicazioni per il settore crypto in generale. Inoltre, ha dichiarato in un post che sulla base della sola reputazione di PayPal nel mercato, il settore crypto assisterà molto probabilmente a una crescita senza precedenti in termini di sensibilizzazione mainstream.

Sulla stessa linea, Luke Stokes, amministratore delegato della Foundation for Interwallet Operability e Interim Executive Director per la EOS Foundation, ha riferito a Cointelegraph che PayPal non ha solo legittimato il settore delle criptovalute per l’adozione degli utenti retail, evidenziando anche l’importanza del suo tempismo:

“È giunto il momento e PayPal sta cercando di arrivare prima di tutti gli altri con il suo approccio personalizzato alla finanza digitale. Altri prodotti e servizi finanziari hanno l’opportunità di superare i confini del giardino murato in cui PayPal sarà imprigionata attraverso l’integrazione con le soluzioni di usabilità decentralizzate della open finance.”

L’arrivo di PayPal potrebbe essere un punto di svolta

Solo un giorno dopo l’annuncio di PayPal sulla decisione di entrare nel mondo delle crypto, si è diffusa la notizia che il gigante dei pagamenti stava esplorando vari modi attraverso cui acquisire potenzialmente BitGo, società che offre servizi di custodia per Bitcoin e futura rivale. BitGo è stato il primo fornitore di servizi crypto negli Stati Uniti a ottenere l’approvazione di broker-dealer, registrarsi come un agente di trasferimento ed essere riconosciuto come una società fiduciaria.

La mossa potrebbe essere rilevante per PayPal, dato che la sua nuova piattaforma di compravendita crypto trasformerà di fatto la compagnia in un depositario di asset digitali, spiegando l’interesse per BitGo. Non solo, l’accordo potrebbe segnare potenzialmente l’inizio di una nuova era per la legittimità mainstream delle crypto, poiché sia PayPal che BitGo hanno reso la conformità una priorità fin dall’inizio e sono riusciti a ottenere tutte le licenze necessarie per agevolare le varie attività legate alle crypto negli Stati Uniti.

Negli ultimi due anni, alcuni critici hanno sottolineato che compagnie come Square e Revolut stanno già facendo di più per quanto riguarda il fornire funzionalità crypto ai propri utenti rispetto a ciò che PayPal ha intenzione di implementare. Tuttavia, il fatto rimane che al momento non esiste nessun’altra piattaforma finanziaria digitale con lo stesso genere di influenza sul mercato mainstream di PayPal.

A tal proposito, Douglas Borthwick, chief marketing officer presso l’exchange di criptovalute INX Limited, ha spiegato a Cointelegraph che, sebbene le limitazioni iniziali di PayPal possano essere percepite come eccessivamente restrittive per molti puristi nel settore, la piattaforma consentirà agli utenti di scoprire e interagire con le criptovalute, oltre a essere coinvolti nelle crypto al di fuori di PayPal:

"Possiamo immaginare l’ambiente di PayPal come uno spazio protetto con le rotelle per chi vuole conoscere le crypto, prima di fuggire nel mondo reale, dove scoprire le crypto senza limitazioni"

La centralizzazione resta ancora una questione fondamentale

Negli ultimi mesi, diverse importanti istituzioni bancarie hanno iniziato a dilettarsi in tecnologia crypto, mentre vari paesi sperimentano con le CBDC. La cosa suggerisce come fosse solo questione di tempo prima che un gigante finanziario del calibro di PayPal facesse il suo ingresso nel mondo delle crypto. João Gomes, head of growth and marketing di Utrust, una società di pagamenti crypto, ha spiegato a Cointelegraph:

“In tutto il mondo, l’adozione sta acquistando slancio. Abbiamo sempre creduto che fosse una questione di ‘quando,’ non di ‘se,’ e l’arrivo di PayPal è solo un’altra tessera del domino. Questo è il denaro del futuro.”

Proseguendo, Gomes ha espresso un certo scetticismo sulla struttura centralizzata dell’imminente sistema di valuta digitale di PayPal, in quanto priverebbe completamente gli utenti di funzionalità come le chiavi private e la capacità di prelevare i propri asset digitali. Inoltre, il fatto che il sistema di PayPal non sia on-chain lo rende estremamente limitato in termini del campo di applicazione complessivo, soprattutto per i veterani delle crypto.

Altra critica rilevante, quando utilizzano il sistema di PayPal, gli utenti non staranno effettivamente comprando valute digitali, bensì dei derivati, un processo molto simile a quello di Revolut, dato che non avranno la proprietà reale degli asset.

Inoltre, per ogni transazione la criptovaluta interessata verrà convertita in fiat pagando una pesante commissione del 2,3% (sulle transazioni inferiori a 100$), dato che i commercianti possono solo ricevere pagamenti in crypto. Sorge quindi spontanea una domanda, perché scegliere di pagare con le crypto e subirsi tutti questi costi aggiuntivi?

In breve, sembra che PayPal si stia cimentando nelle valute digitali superficialmente, senza offrire agli utenti l’indipendenza di cui idealmente dovrebbero essere dotate, secondo Gomes:

“In realtà possiedono le valute, intermediano tutto e applicano persino tariffe basate sulla loro struttura di pagamento tutt’altro che chiara. Hanno tutte le carte in mano.”

PayPal dovrà evolversi

È ragionevole pensare che, quando buona parte dell’hype intorno a PayPal si esaurirà, la gente potrebbe iniziare a studiare più da vicino alcuni dei rivali della compagnia in cerca di possibili alternative. Per esempio, PayPal applicherà una commissione di elaborazione del 2% sulle transazioni crypto-fiat (e viceversa) comprese tra 200$ e 1.000$. In confronto, Coinbase applica solo l’1,49% sulle transazioni superiori a 200$. Cash App di Square, invece, offre agli utenti commissioni di conversione dinamiche.

Lior Lamesh, co-fondatore e CEO di GK8, un’azienda di sicurezza informatica israeliana, ha spiegato a Cointelegraph che PayPal deve evitare la trappola “non le tue chiavi, non i tuoi Bitcoin” che ha già inflitto seri danni a molti crypto exchange negli ultimi anni:
“Facendo affidamento su fornitori di terze parti per i servizi di custodia, PayPal sta esponendo gli asset digitali dei suoi clienti a un grave rischio di sicurezza informatica. Pertanto, credo che quando questa iniziativa decollerà e prenderà piede, PayPal passerà eventualmente a un modello di servizi autogestiti, in particolare la custodia autonoma: quando si tratta di un network con oltre 340 milioni di utenti, la posta in gioco è semplicemente troppo alta.”

Infine, PayPal è sempre stata considerata una piattaforma finanziaria centralizzata vera e propria. Molti appassionati incalliti delle crypto che fanno molta attenzione alla trasparenza e alla libertà finanziaria potrebbero quindi stare completamente alla larga dalla piattaforma. Tuttavia, sembra appropriato affermare che anche solo la portata di PayPal sul mercato farà più bene che male per la reputazione mainstream del settore crypto a lungo andare.

Nessun commento:

Posta un commento