L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 8 novembre 2020

Le televisioni ci portano in una narrazione volutamente distorta, si concentrano sui non malati trascurando la malattia che presenta dei sintomi, delle caratteristiche ben precise a cui bisogna rispondere con protocolli terapeutici a livello nazionale ma che nessuno ha intenzione di emanare e allora si lascia alla creatività del singolo medico della singola sezione del singolo ospedale. Bah un modo di procedere artigianale ed inadeguato

Alberto Zangrillo controcorrente: "La positività al coronavirus non significa malattia, troppi tamponi non aiutano"


07 novembre 2020

Alberto Zangrillo sempre controcorrente sul coronavirus. Il primario di Terapia intensiva del San Raffaele di Milano nutre non pochi dubbi sulla necessità di effettuare numerosi tamponi ogni giorno. “Siamo certi che questa numerosità di tamponi eseguiti risponda a un razionale? - si chiede ai microfoni di Iceberg, il programma di Telelombardia -. Pensate che la numerosità dei tamponi eseguiti e il risultato che ne traiamo possa in qualche modo aiutare per esempio noi a gestire meglio i malati? Assolutamente no, perché la tempestività di intervento, la protezione degli anziani, l’adozione di corrette misure sono completamente indipendenti dalla positività, dai nuovi positivi”. In sostanza Zangrillo va dalle parte opposta dei suoi colleghi. Uno tra tutti Andrea Crisanti che ha fatto dei tamponi a tappeto uno dei suoi pilastri.

Poi il primario prosegue sostenendo che la malattia è malattia conclamata "solo quando presenta quelle che sono le caratteristiche che purtroppo molti di noi hanno conosciuto, sia come pazienti che come medici. E quindi è lì che noi dobbiamo correttamente operare con tempestività”. Secondo Zangrillo infatti non dobbiamo focalizzarci sui positivi, perché così si "confondono le persone". Non solo, perché ora come ora "bisogna dare retta ed apprezzare le persone che ragionano con razionalità e che non mettono per forza di cose il terrore, perché il terrore è cattivo consigliere e porta tutta una serie di persone nei nostri ospedali che in larga misura non dovrebbero arrivare".

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