L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 novembre 2020

Le televisioni, i giornaloni, i giornalisti professionisti escono dalla palude con una narrazione fittizia


9 novembre 2020


«Il regista Spike Lee, indiscusso punto di riferimento del cinema afroamericano, ha festeggiato la vittoria di Joe Biden insieme a decine di sostenitori per le strade di Fort Greene, quartiere di New York. Davanti all'abitazione del cineasta afroamericano si è tenuto un vero e proprio raduno e il regista ne ha approfittato per stappare una bottiglia di champagne per celebrare l'evento. In tarda serata, Spike Lee, microfono in mano, ha dichiarato davanti alla folla in festa: "Negli ultimi quattro anni siamo stati lo zimbello del mondo. Ci ridevano dietro, ma oggi non ridono più. L'America è tornata. Gli Stati Uniti hanno fatto la dannata cosa giusta!"» (La Repubblica). 

«L’America è tornata»: perché, se ne era andata? «L'America è tornata»: debbo fare gli scongiuri? Aspetto con trepidazione la domanda del solito buontempone (diciamo così) progressista: «Ma allora preferivi Trump?» Credo di fare la dannata cosa giusta stendendo un velo pietosissimo su questa eventuale ingenua (diciamo così) domanda .

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