L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 novembre 2020

Ma il Recovery Fund è strumento inutile dal momento che la Bce, momentaneamente, sta facendo la banca centrale prestatore di ultima istanza

CONTE: RECOVERY FUND… CIAO CIAO!

Scritto il 24 novembre 2020 alle 08:34 da icebergfinanza


Ieri un’incredibile Lilli Gruber, che probabilmente ha ricevuto precise istruzioni di fare pressioni su Giuseppe Conte ha messo sotto torchio, l’avvocato del diavolo, il quale più volte imbarazzato, cercava risposte leggendo il telefonino in diretta…

Io purtroppo mi perdo sempre le dirette, ho la buona abitudine ormai da oltre 20 anni di non guardare mai la televisione, ne telegiornali, ne talkshow, solo sport, film e documentari che ci volete fare, c’è la rete per queste inutili cose.

Certo che aver ascoltato la Gruber, la quale per mesi non ha perso l’occasione di fare l’oca giuliva che annunciava la pioggia di miliardi ottenuta dal suo Giuseppi, rinnegare il suo preferito, deve essere stato uno spettacolo meraviglioso.

Ascoltare la Gruber ripetere le stesse cose che abbiamo scritto a luglio subito dopo l’accordo delle meraviglie, ovvero che fino alla fine del 2021 non si vedrà una sola lira, che ci sono mille ostacoli, che dovrà essere ratificato da 27 parlamenti e via dicendo mi fa dire che mi sono perso per una volta uno spettacolo in diretta.

L’imbarazzo di Conte è evidente, come spiegherà agli italiani che i soldi non arriveranno prima della fine del prossimo anno, forse non arriveranno mai, dice quella volpona trasformista della Gruber.

Non siamo in ritardo, non siamo assolutamente in ritardo dice Conte, sull’insistenza della Gruber, ma vi chiediamo un atto d’amore, credeteci ancora alle favole aggiungo io.

E’ incredibile, meraviglioso, entusiasmante come la verità figlia del tempo arriva inesorabile e distrugge la reputazione di questi inutili burocrati, leggere le risposte sul telefonino non deve essere stato semplice.

Nel frattempo la seconda ondata incomincia a farsi sentire in Europa e Inghilterra , e sono solo i dati di ottobre, senza lockdown, non oso immaginare cosa accadrà tra novembre e dicembre all’indice dei servizi…


Una “double dip recession” è matematica!


Figurarsi poi se a dicembre oltre al Natale e fine anno, verranno chiusi gli impianti di risalita con tutto l’enorme indotto che gravita intorno.

Nel frattempo dall’America arriva quella che sembra essere una resa da parte di Donald Trump, visto che nemmeno nel 2000 Al Gore sino all’ultimo giorno aveva concesso la transizione

A beneficio degli ignoranti che si scandalizzano per la mancata transizione, ricordo che Al Gore, democratico non concesse la transizione dei fondi sino all’ultimo giorno utile, il 14 di dicembre…

Venendo alla notizia di ieri…

A quasi tre settimane dalle elezioni, la responsabile della General Services Administration (Gsa) Emily Murphy ha riconosciuto formalmente Joe Biden come l’apparente vincitore delle presidenziali, spianando la strada al processo di transizione dei poteri che Donald Trump teneva bloccato con i suoi ricorsi contro presunti brogli elettorali. È il primo riconoscimento dell’amministrazione Usa della sconfitta di Trump, con quest’ultimo costretto a dare disco verde all’inizio della transizione, pur evocando minacce contro la Murphy e la volontà di proseguire la sua battaglia legale.

La Gsa ha informato il team di Joe Biden che ora può contare sui fondi e le risorse federali previsti e che i suoi consiglieri possono cominciare a coordinarsi con quelli del presidente uscente.

Si tratta semplicemente delle messa a disposizione dei fondi e delle risorse federali, non è la fine della battaglia legale che come ho scritto ieri andrà sino alla Corte Suprema.

Non ho idea se Trump ha pianificato una trappola finale in grande stile o se alla fine dovrà comunque lasciare la presidenza, l’unica cosa certa è che Biden al momento e successivamente è un presidente che sarà in grado se va bene di tenere fede a meno della metà delle proprie promesse elettorali, una vera e propria anatra zoppa.

Di certo c’è che il segretario al Tesoro, Mnuchin ha chiuso i rubinetti per le società colpite dalla pandemia, contro la volontà della Federal Reserve che sarà costretta a nuovi interventi il prossimo anno…

Di sicuro abbiamo che non ci sarà alcun accordo per uno stimolo ulteriore sino a fine anno al Congresso.

Un’altra cosa certa è che Trump ha perso la guerra commerciale con la Cina, come abbiamo più volte scritto dopo la sua elezione, era una missione suicida e la Cina ha vinto la guerra e continuerà a bombardare l’America anche sotto un’eventuale amministrazione Biden.

A proposito di Cina, davvero sorprendente l’evoluzione della pandemia nel paese comunista, pochissimi casi e oltre 600 milioni di cinesi in viaggio durante la Golden Week, senza alcun problema, davvero interessante!

L’altra buona notizia per i nostri tesorucci è che se Biden sarà davvero il nuovo presidente, il prossimo segretario al tesoro sarà la colomba Yellen, uno spasso per la deflazione da debiti che insieme alla Fed continuerà ad inondare il mercato di liquidità e debiti.

Alla prima occasione verrà eliminato anche il fedele servo di Trump, Powell, sostituito con Lael Brainard, altra spettacolare colomba, i tassi collasseranno sotto zero!

Nel frattempo ieri spettacolare rovesciamento di fronte nella battaglia tra euro e dollaro, dopo l’ennesimo tentativo di sfondare la linea maginot, visto che ormai siamo di fronte al record storico di scommesse contro il dollaro, scommesse che verranno spazzate via dalla storia…


Inutile dire che le ultime due aste a 2 e 5 anni sono andate benissimo!

La verità è figlia del tempo e noi non abbiamo alcuna fretta!

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