L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 30 novembre 2020

Non tutti gli ebrei sionisti sono d'accordo sull'omicidio mirato di Mohsen Fakhrizadeh, vi sono limiti alle umiliazioni che l'uomo, un sistema può assorbire. Gli ebrei sionisti carnefici poi piangeranno e faranno le vittime. Vermi della terra

Iran, esperto Israele: "Netanyahu poco saggio, va allo scontro con Usa '

Prof. Litvak, 'programma Teheran non sarà fermato da morte scienziato'


Pubblicato il: 29/11/2020 12:55

"L'uccisione di Mohsen Fakhrizadeh è un colpo per l'Iran, ma non lo fermerà". A dirlo all'Adnkronos è il professor Meir Litvak di Tel Aviv, attento osservatore dell'Iran, sottolineando di essere "uno dei pochi israeliani non contenti" per l'uccisione dello scienziato iraniano Mohsen Fakhrizadeh. Secondo Litvak, che se ne dice "preoccupato", è anche "poco saggio" da parte di Netanyahu porsi così subito in contrasto con il presidente americano eletto Joe Biden.

"Quello di cui sono più preoccupato è l'impatto di questo attacco sui rapporti d'Israele con l'amministrazione Biden. Chiaramente questo è un atto che cerca di mettere in difficoltà Biden impedendogli di tornare al Jcpoa", rimarca il professore, riferendosi tutti 'accordo sul nucleare iraniano da cui è uscito il presidente americano Donald Trump. "Potrebbe ottenere questo risultato, ma creerà un bel po 'di' cattivo sangue 'fra Israele e la nuova amministrazione. In altre parole (il primo ministro israeliano Benyamin) Netanyahu si sta gettando verso un confronto con gli Usa. Secondo me non è una politica saggia ", sottolinea il docente del dipartimento Medio Oriente dell ' Africa.

"E 'vero che l'Iran non ha avuto un buon anno, ma questo non gli ha impedito di portare avanti i suoi obiettivi strategici", dice Litvak riferendosi all'uccisione del generale Qassem Soleimani da parte americana in gennaio e un'estate segnata a Teheran da misteriose esplosioni e l'uccisione del numero due di al Qaeda al Masri.

" L'uccisione di Fakhrizade è un colpo - nota l'esperto - ma non fermerà l'Iran. Un paese di 80 milioni di abitanti con centinaia di scienziati nucleari non dipende da una persona, anno un suo successore . Così come la morte di Soleimani non ha eliminato l'attività della forza Al Quds. Anzi, al contrario, potrebbe spingere gli iraniani ad accelerare le loro attività nucleari facendoli ritenere che sia l'unico modo per bloccare future iniziative contro di loro ".

"Mi ha colpito l'insistenza sulla vendetta da parte degli alti dirigenti iraniani, compreso il tweet di Khamenei. Vi sono limiti alle umiliazioni che possono assorbire il regime, anche perché ciò potrebbe avere conseguenze all'interno del paese. Litvak - che questa volta l'Iran farà un grande sforzo per una rappresaglia . Quale via sceglieranno, non lo so ".

(di Maria Cristina Vicario)

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