L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 27 novembre 2020

Quando scadono i contratti future del CME su bitcoin questi possono scendere, ma l'andamento da quando è nato è aumentato

Wallet e future: perché il prezzo di bitcoin sta scendendo

By Marco Cavicchioli - 26 Nov 2020

vikipedia 

Perchè in questi giorni di fine novembre 2020 il prezzo di bitcoin sta scendendo? 

A dire il vero spesso a rapide e consistenti salite fanno seguito delle discese, anche a volte altrettanto rapide e consistenti, e dato che il prezzo di bitcoin nelle ultime settimane era salito parecchio, una correzione era assolutamente nell’aria. 

Tanto più che l’indice della paura e dell’entusiasmo dei mercati crypto era davvero su livelli molto elevati negli ultimi giorni, molto probabilmente troppo elevati. Tali livelli sono difficili da mantenere per lungo periodo, pertanto l’ipotesi di una correzione era più che sospetta. 

A ciò si è aggiunta oggi la notizia potenzialmente pesante per i mercati crypto americani riguardo la possibilità di imporre per legge la verifica dell’identità dei possessori dei wallet non custodian verso cui vengono effettuati i prelievi dagli exchange. 
I future spiegano perché bitcoin sta scendendo

Ma c’è un altro fattore che probabilmente ha inciso sulla forte discesa del prezzo di bitcoin di oggi, ovvero un fattore che negli ultimi anni ha già prodotto diverse volte risultati simili.

Infatti ben dieci volte negli ultimi due anni a fine mese il prezzo è sceso in modo più o meno significativo.

Il fatto è che l’ultimo venerdì del mese scadono i contratti future su bitcoin del CME, e questi spesso vengono utilizzati da grandi investitori per speculare sul prezzo di bitcoin. 

Domani, 27 novembre 2020, scadono i contratti di novembre, quindi il calo di oggi potrebbe anche avere a che fare con questa scadenza. 

Qualcosa di molto simile è accaduto ad esempio a gennaio, aprile, giugno, luglio, agosto, settembre, novembre e dicembre del 2019, ed a febbraio e maggio del 2020, ovvero dieci volte negli ultimi 23 mesi, con cali durati da 1 a 4 giorni, spesso pochi giorni prima della scadenza, e di entità compresa tra -3,7% e 19,4%, con una media di -10,2%. 

Pertanto per quasi la metà delle volte negli ultimi due anni, pochi giorni prima della scadenza dei future su bitcoin del CME il prezzo ha subito in media un calo del 10%. 

Sembra proprio che novembre 2020 non abbia fatto eccezione.

Va anche aggiunto che non sempre a questi cali sono seguiti dei recuperi, sebbene a febbraio ed a maggio di quest’anno in entrambi i casi i giorni seguenti al calo di fine mese il prezzo ha leggermente rimbalzato verso l’alto, nonostante a marzo poi si sia verificato il crollo del mercati finanziari globali. 

Dato lo scenario, questi cali di fine mese vanno considerati sistemici, seppur divenuti più rari negli ultimi undici mesi.

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