L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 novembre 2020

Racconti autunnali - 7 - Grande Reset non ha più bisogno di Trump. Grande è la confusione sotto il cielo

E se non ce la fai, falsifica

9 novembre 2020

If you can’t make it, fake it. (Se non ce la fai, falsifica). Non importa quanto è falso. Finché hai i media dalla tua parte puoi far credere qualsiasi cosa. Anzi, più è macroscopica la fandonia, più funziona. A che serve la verità? Nessuno la vuole. La bugia è più seducente. Funziona meglio perché è cucita addosso alla mediocrità del pubblico che la riceve. Inoltre, la bugia vende.

La verità è pura e austera. Ti mette a nudo davanti a te stesso e ti spaventa.

La verità è come l’acqua pura di sorgente.

La gente non vuole l’acqua pura di sorgente, vuole le bollicine, vuole la coca cola, vuole lo spritz. Come mi ha fatto notare l’amico Fabio Kandinsky in un suo commento profondo di significato sulla mia newsletter “Il Modello Interno”, la verità ce la raccontiamo tra noi quattro gatti. A noi piace l’acqua pura, perché ci fa bene. Siamo pochi, pochissimi.

Per il resto, tutto è falso, come ben spiega l’ottimo Robert Kyosaki nel libro FAKE.


Se tutto è falso, perché non dovrebbero esserlo le elezioni americane? Come le ha definite Gerald Celente, “THE PRESIDENTIAL REALITY SHOW”.

Non mi voglio dilungare troppo sull'argomento. La mia impressione è quella di una recita tipo Pro Wrestling, dove personaggi bravissimi nella recita, simulano un combattimento con tanto di sangue finto e seggiolate, ma è uno show. Questa è gente che gioca a golf insieme, che frequenta club ultra esclusivi ai quali non siamo invitati.



Lo show deve intrattenere. Sono anche ammessi colpi di scena, ma dal copione non si può uscire di molto. Negli USA sono stati assassinati 4 presidenti e molti altri hanno subito 
attentati più o meno violenti o diretti: 


Anche Obama, con l’episodio dell’aereo presidenziale dove se l’è cavata solo con uno spavento : https://edition.cnn.com/2012/09/26/travel/air-force-one-landing/index.html

Meno fortunato è stato colui che si era occupato del suo certificato di nascita:


Probabilmente Trump è servito al suo scopo. Ha recitato perfettamente la sua parte. È stato selezionato per dividere ancora di più il mondo per una fase interlocutoria che servisse a creare il terreno fertile per lanciare il progetto del Grande Reset. 

Tutti coloro che contavano su di lui aspettavano che mettesse in atto quello che aveva promesso:

1) Riportare i lavori a casa? 

2) Svuotare la latrina dal lerciume pedofili tipo Epstein? 

3) Make America Great Again? 

4) Ridare senso alla sovranità delle nazioni?

5) Porre un freno all’illegalità e alla globalizzazione sfrenata?

Ha giocato su questo facendo credere che da un momento all'altro ci avrebbe accontentato, mentre, con gli stessi proclami faceva arrabbiare l'altra metà della gente. 

È uno show man. In Italia, un copione molto simile è andato in onda con Berlusconi, ovvero un personaggio molto carismatico e un imprenditore di successo. Entrambe da subito sono attaccati da tutta la stampa in modo incessante fino alla resa definitiva. 

I figuranti fanno la loro parte, ma sono i media che comunicano quello che la massa deve percepire ed è quello che poi diventa la realtà. Se la realtà è finzione è perché è così che funziona il mondo dello spettacolo e del marketing. Anche l’aspetto fisico è fondamentale.

Tantissima gente-animale che ragiona con le budella, nota solo l’aspetto estetico, e Trump, col ciuffo arancione, è servito perfettamente a distruggere nelle menti semplici, il valore di qualsiasi contenuto della sua politica.

È show business. 

Il Presidential Reality Show. 

La gente si appassiona e spera fino all'ultimo in un "messia” che possa riportare le cose al giusto posto. Non importa da quale parte. L'importante è l'illusione che diventa realtà. E il pubblico ignaro alimenta il tutto con l'energia che scaturisce dalla pancia. 

Il mondo è governato da sempre da forze che conoscono queste dinamiche. La gente però, ci casca tutte le volte.

All’inizio dell’anno scorso, avevo pubblicato su Facebook le previsioni di Gerald Celente, Max Keiser e Gregory Mannarino che prevedevano la rielezione di Trump.

Trump in effetti è stato rieletto, poi sono arrivati gli scatoloni di voti postali con il 100% di voti per Joe Biden. Si sa: da Kennedy in poi: “presidents are selected, not elected”. Già da alcuni mesi prima delle votazioni, Gregory Mannarino, che vive praticamente davanti ai terminale delle quotazioni delle borse, aveva iniziato a segnalare che i futures di Wall Street davano per scontata una vittoria di Biden. Questo è molto importante. Ci fa capire che è Wall Street a decidere chi deve andare alla Casa Bianca, in quanto al voto….if you can’t make it, fake it.

E quindi, Exultate Jubilate! Tutto il mondo si affretta a congratularsi con Biden, perché?

Ecco qui in breve le maggiori ragioni di tipo pratico ed economico viste dalla parte dei mercati:

· Trump si è impantanato per 4 anni nel cercare una soluzione per i famosi “trade deals” ovvero gli accordi commerciali con la Cina, che non arrivavano mai e che hanno causato una snervante attesa che non piace a Wall Street, perché i mercati vogliono certezze, per posizionare con sicurezza investimenti, scommesse e speculazione.

· Le tariffe commerciali, i cosiddetti dazi imposti sui prodotti importati hanno mandato in bestia le relazioni con i partner esteri. Ecco perché adesso tutti scodinzolano a Biden che toglierà di mezzo queste seccature, riportando il timone sulla rotta precedente, ovvero mondialismo e globalizzazione per tutti.

· Nonostante i guadagni senza precedenti, Wall Street ha finito con lo schierarsi dalla parte di Biden per via dello stimolo. Stimolo vuol dire soldi. Non bastano mai. Per Wall Street non sono mai troppi. Trump gli ha dato 6 trilioni, ma sono evaporati come acqua nel deserto. Mentre Trump esitava nel valutare nuovi stimoli, Wall Street si è girata verso colui che ha promesso soldi infiniti. It ‘s the economy, stupid! Alla fine è l’economia che conta. È l’espressione diventata famosa coniata dallo stratega elettorale di Bill Clinton durante la campagna elettorale del 1992 che ha portato uno oscuro governatore dello stato dell’Arkansas a diventare presidente degli USA sconfiggendo un presidente in carica. Allora come adesso è sempre la regola n. 1. Il democratico Clinton abolì il Glass-Steagall Act, facendo di fatto, il più grande regalo della storia agli speculatori di Wall Street e essi non dimenticano e con gratitudine e devozione sono per questo schierati dalla parte della mano che da’.

Che succederà adesso?

Adesso, fatto fuori Trump, la trump card, ovvero l’imprevisto, quello che cambia sempre idea, è fin troppo facile prevedere cosa succederà. Arriverà lo stimolo. Arriveranno i soldi. Anche il virus, potrebbe lentamente perdere di importanza. Sono i soldi che contano. Ma questi soldi saranno la rovina di molti. Lo stimolo infatti altro non è che debito.

La gente vuole i soldi. Li vuole con la bava alla bocca. Non guarda altro. Prende quello che arriva e ci va a comprare quello che gli serve. Ma non capisce che non si può avere qualcosa per niente. Quei soldi che arriveranno, con i piani di stimolo, sono soldi presi a prestito. Sono debiti che dovranno essere ripagati. È una forma di auto cannibalismo: mi riempio la pancia mangiandomi una gamba. Alla gente non interessa. Comanda la pancia. Un debito vuol dire prendere in prestito risorse dal futuro per vivere meglio oggi. Equivale a tagliare l’albero per mangiare la frutta, adesso e subito, ma il conto arriverà. E come arriverà? Con i soldi digitali emessi direttamente dalle Banche Centrali. Il nuovo denaro digitale verrà progressivamente svalutato con le ripetute emissioni. Poi, con l’allentamento della morsa dei lockdown, questo denaro inizierà a circolare e la velocità di circolazione che adesso è a zero, provocherà anche inflazione indebolendo ulteriormente i già poveri che sprofonderanno sempre più in basso tirandosi dietro il ceto medio che non avrà saputo reagire posizionandosi correttamente in questo momento di cambiamento epocale.

La valuta digitale non è qualcosa che dovrà accadere chissà quando nel futuro. Esiste già! Forse sono io a darvi la notizia in anteprima, ma alle Bahamas, il paese di mia moglie, è già in circolazione il Sand Dollar, https://it.cointelegraph.com/news/the-bahamas-launches-world-s-first-cbdc-the-sand-dollar


che si accompagna alla progressiva chiusura degli sportelli bancari tradizionali e che sostituirà la normale circolazione di banconote e di mezzi di pagamento. Ecco qui il drammatico annuncio da parte della giornalista-reporter Shenique Miller.



Si farà tutto col cellulare.

Le conseguenze della valuta digitale le ho spiegate bene nella newsletter fondamentale “DOLLARI DIGITALI” https://andreacecchi.substack.com/p/dollari-digitali

Mi auto quoto:

“Una volta raggiunta la totale digitalizzazione del sistema dollaro, i vantaggi per chi controlla questo sistema saranno immensi, ovviamente a discapito dei cittadini, dei risparmiatori e delle libertà individuali. Innanzi tutto, i depositi così strutturati potranno essere soggetti a tassi negativi e potranno anche avere importi decimali, fatto impossibile finche l'unità monetaria era basata sull'unità. Il dollaro, anche ridotto alla sua minima unità, ovvero il centesimo, non può avere valore facciale inferiore a quello riportato sulla moneta. Nel caso di deposito digitale, ci sarà la possibilità di avere un numero infinito di decimali. Inoltre, con il wallet elettronico si potrà manovrare con molta più semplicità tutta la funzione collegata allo stimolo al risparmio o alla spesa. Ad esempio, se si vuole incentivare il risparmio, basterà imporre dei limiti sull'utilizzo dei dollari digitali oppure proporre degli incentivi tipo remunerazione o programmi di bonus. Se invece si vuole persuadere la gente a spendere velocemente i propri risparmi, si può scegliere di imporre sui medesimi tassi negativi che invoglino i correntisti a sbarazzarsi dei soldi per non perdere valore d’acquisto. Con la mano sul selettore che controlla il volume dei soldi e dei tassi, come se fosse il volume di una radio, si può decidere centralmente e istantaneamente come indirizzare tutta la massa monetaria denominata M2”

Molto probabilmente, le Bahamas, un piccolo paese di 400mila abitanti, è stato utilizzato come rampa di lancio sperimentale. Una volta che il sistema sarà bel rodato, verrà sicuramente implementato in tutto il mondo anche in modo molto rapido (mondo Occidentale). Il vantaggio della valuta digitale, per il mondo finanziario, sarà anche quello di controllare totalmente tutto il ciclo dei soldi, non solo la creazione, che è monopolio della Banca Centrale, ma anche la destinazione, ovvero, decidere attraverso internet come i beneficiari di accrediti virtuali debbano destinare quelle somme per i loro acquisti. Ad esempio, un disoccupato riceve 1000 cripto sul suo wallet digitale sottoforma di coupon spendibile solo sul portale di certe aziende selezionate centralmente. Ci possiamo solo immaginare come ciò faccia salivare di gioia i giganti di Wall Street. Non aspettavano altro, visto che le aziende selezionate saranno loro, le uniche sopravvissute al Grande Reset! Se Trump temporeggiava per la realizzazione di questo, adesso la porta è spalancata e l’accelerazione sarà molto repentina.

Questo nuovo sistema monetario virtuale sarà una cuccagna per i grandi detentori di capitale speculativo in grado di posizionarsi correttamente grazie al privilegio di agire da dentro al sistema, ma rappresenterà il “Demolition Derby” per i risparmiatori e il ceto medio.


Il libero mercato non esiste: il tasso di interesse è deciso dalle Banche Centrali che sono un cartello di banche private appartenenti a dinastie molto potenti. Il valore delle azioni e delle commodity non è stabilito dalle libere contrattazioni, ma è manipolato e controllato dalle piattaforme di trading delle banche stesse che spostano i soldi e che sono coinvolte nella più abietta e plateale manipolazione. I commerci non sono liberi, ma strettamente regolamentati da leggi e trattati. La libertà non esiste in niente. Anche Winston Smith nel romanzo 1984 credeva di trovarla solo “nei pochi cm3 di materia grigia dentro il cranio”, per poi accorgersi, dopo il trattamento della stanza 101, che anche quella era di proprietà del Partito.

Bisogna quindi agire con coscienza. Come posizionarsi adesso è fin troppo facile. L’ho già spiegato altre volte. Bisogna cercare il modo migliore di convertire il risparmio infruttifero in qualcosa che abbia valore reale. Molti stanno comprando oro. Mi sembra una buona idea. Ma tanta gente non ha neanche idea di che cosa abbia valore. Chi attribuisce valore ai soldi, agli euro, ai dollari si dovrà preparare ad un doloroso risveglio. Gli euro, le Sterline, i dollari e tutte le altre valute sono la misura del valore, come i chilometri sono la misura di una strada. Il valore è la strada, non i chilometri. Lo diceva un grande poeta, sono certo che sapete chi è.


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