L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 novembre 2020

racconti autunnali - 8 - I ricchi, quelli veri comprano intere isole, terreni e riserve di caccia, opere d'arte, auto d'epoca, antiquariato, bunker di lusso e anche oro in lingotti i bitcoin li lasciano ai comuni mortali

Alcune considerazioni

29 novembre 2020  


Il Bitcoin andrà a 50mila, poi a trecentomila, poi a un milione e anche oltre.

Davanti a queste prospettive, chi non vorrebbe prenderne un po’?

Lo scopo di questa newsletter non è quello di convincere nessuno di qualcosa, ma un semplice e breve (mica tanto) articolo per cercare di capirne insieme qualcosa in più. Poi ognuno farà come meglio crede.

Mi ricordo che nel 2013, in occasione di una conferenza dell’economista Eugenio Benetazzo a Firenze, gli chiesi cosa ne pensasse del Bitcoin. Durante la sua presentazione Eugenio Benetazzo diede prova di grande disinvoltura e preparazione e, nonostante l’arguto senso dell’umorismo, dimostrò di essere una persona molto seria ed informata su tutti gli scenari globali, cosa indispensabile per analizzare i trend in modo appropriato. La conferenza trascorse via velocemente senza mai risultare tediosa, grazie al grande carisma e simpatia del relatore e la sua capacità nel coinvolgere ed appassionare la platea. La fase conclusiva era riservata alle domande, alle quali Eugenio Benetazzo rispose in modo competente e soddisfacente.

Personalmente chiesi a Benetazzo una sua analisi sul mercato dell’oro. La sua risposta fu molto chiara: “l’oro è finito”! Un’altra persona chiese dell’argento e Benetazzo rispose che l’argento è peggio dell’oro. Alla mia domanda sul Bitcoin disse che è una cosa da evitare assolutamente e l’ha paragonata ad una recente follia, quella del dinaro Iracheno. . Il simpatico economista veneto mi apostrofò in modo lapidario dicendomi qualcosa del genere: “ti sembra sensato convertire della valuta a corso legale, come gli Euro, in qualcosa di assolutamente non regolamentato come il Bitcoin”?.

Aveva ragione. Mi ha zittito in un attimo. Il Bitcoin allora valeva circa 300$, se non ricordo male. Poi sarebbe arrivato a 20mila. Un classico caso che in gergo finanziario si chiama “prendersi le palle a morsi”.

Adesso anche Benetazzo sembra essersi pentito di non aver “riempito il carrellino” in quegli anni, e pur restando un serio e cauto investitore e consulente, ha iniziato a divulgare in modo molto preciso e con grande competenza, le opportunità rappresentate dall’inserimento nel proprio portafoglio anche di Cripto Valute.

Vi giuro che se durante quella conferenza mi avesse detto di prendere almeno 1 Bitcoin, confesso che 300$ li potevo anche rischiare. Ma confesso un’altra cosa. Io sono un fifone. Quindi non prendete consigli da me se vi esprimo i miei dubbi sul Bitcoin (e sulle altre Cripto), perché probabilmente, vi perdereste la più grande opportunità della vita.

Quello che mi impedisce di abbracciare a pieno la rivoluzione epocale rappresentata dalle cripto è la mia incapacità e il mio limite mentale di fidarmi di ciò che non capisco completamente.

Mi spiego. Per me il valore è qualcosa che esiste. Già il denaro scritturale, Euro, Dollari, Franchi, Yen ecc. è un qualcosa che adesso esiste quasi unicamente sottoforma di numeri dentro dei PC. Quando faccio consulenza e voglio far capire questo concetto, giro il monitor del PC verso il cliente, sulla pagina della sua posizione patrimoniale totale e poi spengo monitor con il pulsante sotto lo schermo. A quel punto, davanti alla faccia sbigottita del cliente che guarda uno schermo nero, gli chiedo di mostrarmi dove siano finiti i suoi soldi.

Un saggio proverbio dice: “if you dont’ hold it you don’t own it”. Se non ce l’hai in mano, non è tuo. Ovviamente la mia è solo una provocazione, altrimenti tutto il sistema non avrebbe senso, ma nel sistema stesso ci sono delle progressioni di rischio da tenere in considerazione. Quindi potrebbe essere giusto adesso avere in portafoglio anche un po’ di Cripto. Sempre con cautela e per importi modesti rispetto all'ammontare complessivo del proprio patrimonio. Insomma, vale la vecchia regola di Wall Street in tema di investimenti rischiosi: mai investire di più di quello che puoi permetterti di perdere! Benetazzo consiglia giustamente il concetto delle tre pentole di Templeton. Una precauzione sensata. Si possono poi, tenere da una parte dei soldi per giocare con le criptovalute.

Quando si tratta di Bitcoin vengono sollevati dei dubbi legittimi ai quali mi viene spontaneo dare ascolto, proprio per la mia natura o, se preferite, per i miei bias cognitivi.

Per esempio: l’investitore Hugo Salinas Price ha dichiarato di non essere un fan dei Bitcoin per svariati motivi. Il Bitcoin conta sulla continuativa esistenza del buon funzionamento elettronico di una rete internet globale. In caso di guerra, internet verrebbe disconnesso e addio Bitcoin. Salinas è convinto che il Bitcoin sia gestito delle cosiddette élite e che NON sia stato creato per rappresentare una minaccia ai sistemi monetari tradizionali che sono monopolio del cartello delle banche. Questo significa che i gruppi di potere, che Salinas chiama con il noto acronimo TPTB (The Powers That Be) possono gestire il Bitcoin a loro piacimanto. “C’è stato detto che il Bitcoin offre un grande livello di sicurezza, ma nessuno si è preoccupato di mostrarci il livello di conoscenza che hanno i TPTB. Su ciò non abbiamo nessuna informazione. L’esistenza del Bitcoin è al livello più basso della gerarchia dell’esistenza fisica, dato che è soltanto una carica elettrica. Se accettiamo il fatto che una carica elettrica possa avere un valore monetario, questo rappresenta un volo dell’immaginazione. Bitcoin è moneta immaginaria. La moneta immaginaria non è niente di più che un sogno. Il Bitcoin ha valore solo perché il suo inventore (sconosciuto) ha stabilito che il Bitcoin ha valore monetario e alcuni altri individui hanno accettato questo assioma. Dopo che gli stessi individui, coinvolti nella sua creazione, hanno ripetuto il mantra “Bitcoin is Money”, il suo valore monetario è iniziato a salire. Fondamentalmente, il Bitcoin non è altro che un piacevole gioco a cui giocare, ma la vita va oltre il semplice giocare. Quando arriva il momento in cui servono soldi veri, tipo quando ci si trova in una situazione di vita o di morte, allora ci si accorge di quanti idioti popolano il mondo”.

Collegandomi a queste interessanti considerazioni del magnate messicano Hugo Salinas Price, è importante aggiungere quello che ha spiegato molto bene Jim Richards. Secondo Richards, il Bitcoin nasce da un gruppo di insiders molto potenti per creare uno strumento utile a distrarre gli investitori da quello che è il vero valore ovvero l’oro. Secondo Richards, la quasi totalità dei Bitcoin sono già in mano ad un ristrettissimo gruppo di entità che hanno di fatto il monopolio e che, attraverso un procedimento chiamato “Painting The Tape”


si passano i Bitcoin l’un l’altro, simulando scambi e stimolandone artificialmente la crescita di valore, invogliando così gli investitori dettaglianti a buttarsi dentro questa idea monetaria, sperando di ricavarne una fortuna.

Il trigger mentale è quindi il più antico del mondo. Chi non spererebbe di fare un sacco di grana senza una stilla di sudore? Fare i soldi perché si è più furbi degli altri, una goduria irresistibile. Funziona sempre, in ogni epoca, con le varianti del caso, dai tulipani alle stringhe alfanumeriche.

Quello che mi preme chiarire è che la maggior parte delle considerazioni negative verso il Bitcoin, provengono da persone che promuovono l’oro come migliore strumento di conservazione di valore e che sia in atto una colossale opera di distrazione nel dissuadere gli investitori dal desiderare il metallo giallo, invogliandoli a preferire il Bitcoin. In questo modo il prezzo dell’oro rimane basso e la sua disponibilità fisica può essere accumulata da pochi potenti fino a che sarà pronto il nuovo sistema monetario digitale globale. la nuova Bretton Woods.

Il Bitcoin infatti viene spiegato come essere “Oro Digitale”, proprio per le sue caratteristiche di scarsità. È significativo anche il modo in cui viene rappresentato, ovvero come una moneta d’oro scintillante con su impresso il simbolo della B trafitta a guisa di dollaro, con lo scopo di agevolare, nella semplice mente del pubblico, l’accostamento tra Bitcoin, oro e moneta a corso legale. 


Nel frattempo tutte le nazioni si stanno muovendo verso la conversione delle proprie monete contanti in valute esclusivamente digitali. Europa, Canada, Cina e Usa stanno lavorando assiduamente al lancio delle rispettive valute digitali con le quali avranno il totale controllo delle tasse e il completo tracciamento dei pagamenti di ogni cittadino. Come ho già raccontato nella precedente newsletter, le Bahamas, il paese di mia moglie, è stata la prima nazione al mondo a lanciare la moneta digitale emessa direttamente dalla Banca Centrale che è entrata in vigore lo scorso ottobre: il Sand Dollar. Quindi non si tratta più di ipotesi, ma di realtà.


Abbiamo assistito alla campagna di diffamazione globale contro Trump perché si opponeva a questa corsa verso monete digitali. La Cina sta iniziando il lancio del “Digital Yuan” ed ha già messo il Bitcoin fuorilegge. Il Bitcoin è stato necessario ad abituare le persone al fatto che un qualcosa di totalmente digitale possa avere lo stesso valore del denaro tradizionale. Rendendo il gioco divertente, con il brivido dei guadagni smodati, la gente si è fatta sedurre volentieri ed ha iniziato a familiarizzare con queste dinamiche astratte e virtuali. Alcuni scettici hanno simpaticamente commentato che il valore del Bitcoin sia determinato dal tasso di fiducia reciproca tra i pedofili snuff e il cartello della droga sul dark web, a tutt'ora, l’unico utilizzo pratico per scambiarsi schifezze immonde sul web.

Anche se il sistema denaro tradizionale è un perverso e disgustoso meccanismo di controllo basato sul debito, esso è comunque legato al valore reale complessivo della forza produttiva – le persone – e della forza distruttiva durante le guerre. Cose orribili: produrre per poi distruggere per mantenere in essere la piramide di controllo bancaria. Però, il denaro di banca ha pur sempre un sottostante che è rappresentato dal contratto tra banca prestatrice e cliente debitore. Il contratto si basa sulla garanzia di un bene immobile o dei flussi di guadagno derivanti dall'attività di lavoro del cliente. Il denaro è “si” creato dal nulla, ma il lavoro del cliente, e il collaterale che deriva dall'utilizzo del denaro, è un qualcosa che esiste, sotto forma di case, aerei, automobili, fabbriche, aziende agricole, miniere, opere pubbliche, fognature, edifici, stadi. Anche quando si usa una carta di credito, si crea del denaro dal nulla, ma esso è garantito dallo stipendio del titolare della carta, che salderà successivamente la somma inventata, utilizzando per il pagamento il valore derivante dal proprio lavoro.

È interessante anche sapere che al primo posto nel mondo come ricerca Google della parola Bitcoin, ci sia la Nigeria, patria incontrastata delle truffe online. Altra curiosità è che sono nate anche società che vendono schemi di Bitcoin basati sulle tecniche del Multilevel, tecniche usate già da Amway, Herbalife ecc. Un sistema di vendita che si basa sulla crescita piramidale.

Ma il Bitcoin è la chiave che aprirà la porta al nuovo mondo del denaro digitale. Una realtà inesplorata, che sarà gestita sempre dal cartello delle banche e con lo stesso scopo di prima: ovvero il controllo e la perpetua sudditanza.

Molti credono che i Bitcoin siano al riparo di confische o controllo. Ma veramente si può credere ad una cosa del genere? Dove il mondo digitale è in mano ad un oligopolio potentissimo collegato ai colossi dell’High Tech, dei servizi segreti e dei militari, Darpa, Cia, MI6 eccetera? Già ci sono stati moltissimi episodi di confisca. Mi è capitato personalmente di gestire un cliente che aveva bisogno di liquidare una cifra molto importante di Bitcoin e che mi ha confessato che precedentemente, quando aveva inserito un ordine di vendita, invece di ricevere il corrispettivo in Euro, ha ricevuto una comunicazione dalle autorità di vigilanza che lo informavano del mancato buon fine della sua transazione, in quanto l’importo elevato era oggetto di indagine per stabilire la legittimità della provenienza della somma e che gli avrebbero risposto se la somma era svincolabile, in un arco di tempo da 1 a 4 anni. Questo dimostra che si può giocare con i Bitcoin finché si tratta di cifre modeste, ma quando si muovono numeri importanti, si corre il rischio di incappare in situazioni come quella sopra narrata. Anche il Governo USA ha sequestrato l’equivalente di un miliardo di dollari nel caso di una transazione legata alla Via Della Seta e ad un certo Ross Ulbricht, che adesso è in prigione con l’ergastolo. L’operazione è stata captata dalla società inglese di analisi sulle blockchain Elliptic su segnalazione del dipartimento di giustizia americano (DOJ). La somma di 69369 Bitcoin era stata spostata fuori da un wallet che era il terzo più grande al mondo. Questo dimostra la facilità con cui le transazione vengono tracciate, contrariamente all'idea dell’assoluta anonimato del possesso delle cripto. Anche l’IRS, l’ufficio delle tasse americano, ha un’unità operativa che si occupa di tracciamento di cripto valute.

Un probabile scenario potrebbe essere questo: una volta creata la valuta digitale governativa, verrà aperta una finestra temporale in cui sarà offerta la possibilità di convertire i propri Bitcoin, o le altre cripto, nella nuova valuta digitale a corso legale, imposta dal governo. Molti cittadini paurosi ed obbedienti, aderiranno subito alla disposizione di legge. Per i più recalcitranti, sarà necessario l’intervento dell’autorità che insieme ai media, come è ormai consuetudine, annunceranno sequestri e arresti in massa di investitori e trafficanti, con confisca di beni personali, case, yacht, auto di lusso, contornate dalle spettacolari immagini che i media mainstream sanno confezionare quando si tratta di convincere la gente su quello che si vuole imporre con la forza bruta. 

Un’altra obiezione plausibile è quella puramente tecnologica. È innegabile che la crescita del livello di tecnologia sia esponenziale. Basare il valore del Bitcoin in un determinato momento su un trend di complessità tecnologica che aumenta esponenzialmente, finisce col rendere ridicola qualsiasi soglia di traguardo tecnologico. Basta pensare ai telefonini o ai videogames di 10 anni fa rispetto a quelli di adesso. La produzione di Bitcoin è basata su un processo di calcolo chiamato mining e su un livello di sicurezza crittografato che offrono un perfetto funzionamento. Un perfetto funzionamento con la tecnologia di adesso, che è una tecnologia digitale basata sui Bit, mentre il futuro prossimo sarà gestito sicuramente dai computer quantici. Ne ho già parlato nella mia newsletter interessantissima Konzept pt2


“Se abbiamo imparato qualcosa dalla storia delle scoperte e delle invenzioni è che nel lungo, ma anche nel breve periodo, le profezie più fantastiche si dimostrano le più sfacciatamente conservative! Sir Arthur Clarke. Il codice cifrato della CIA è considerato uno dei codici più sicuri al mondo. Ci vorrebbero 600m di anni ad un supercomputer per decifrare il codice. Un computer quantico di 4000 qubits di potenza lo potrebbe fare in 120 secondi. Un qubit sta al computer quantico come il bit sta al computer convenzionale. I qubit sono grandezze esponenzialmente superiori ai bit in termini di magnitudine. Mentre tutta l’attenzione è focalizzata sull'intelligenza artificiale, il quatum computing non appare sui titoli dei giornali, ma se chiediamo a qualsiasi esperto di sicurezza nazionale quale sia il campo di battaglia tecnologico che non lo fa dormire la notte, questi risponderà sicuramente: supremazia quantica a sorpresa. Ci sono svariate nazioni a giro per il mondo che stanno lavorando aggressivamente al quantum computing. Quelle che stanno investendo di più sono USA e Cina. Gli USA spendono 500m l’anno. La Cina 10$ miliardi, anche se stime ufficiose parlano di 30$ miliardi. Recentemente si è unita a questa corsa anche la Russia e altri paesi, ma in termini di potenziale economico, rimane sempre una scienza del futuro. Lo sviluppo di tecnologie chiave generalmente non segue una traiettoria prevedibile, quindi è difficile sapere se riusciremo ad arrivarci entro questa decade o negli anni successivi. Il raggiungimento della supremazia quantica rispetto anche alla più avanzata tecnologia disponibile sarà come paragonare la potenza dei processori di calcolo di cui disponiamo adesso con la carta e penna del 1800”.

Siamo qui in un ambito futuristico dove governi e militari collaborano strettamente e segretamente.

Ci sono progetti in ambito energetico dove si progetta di poter scombinare le molecole della materia per ottenere energia. In ambito militare, ci sono sviluppi che fanno paura. Un satellite potrebbe riconoscere qualsiasi persona con estrema precisione anche dalla sua ombra, interpretando e tracciando i movimenti in qualsiasi angolo del globo con una precisione totale.

“Lo sviluppo del quantum computing è diverso dalla corsa all’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale è più simile ad una maratona, dove vince chi si è preparato lavorando nel tempo più duramente. Il quantum computing assomiglia invece alla micidiale arte marziale del Jujitsu: chi conosce questa arte polverizza immediatamente l’avversario e lo sottomette in un attimo con una forza ed una astuzia invincibile”.

Potrei scivere ancora a lungo, ma ne verrebbe fuori un libro invece che una newsletter.

Spero di aver fornito degli spunti interessanti.

Ci troviamo in un momento di cambiamento epocale. Molte persone sono preoccupate di come fare a salvare i propri risparmi. In effetti, le manovre espansive di creazione monetaria sono come un onda devastante che si abbatterà su tutti noi. Negli USA già si parla di 5trilioni di deficit in un anno. Ricordiamo che 5 trilioni sono tutti i soldi che gli USA hanno speso dal 1776 al 1996: 220 anni. Gli stessi soldi adesso durano un anno.

Tutte la strade portano verso l’inflazione. Anzi, peggio, verso la “bi-flazione”, ovvero l’inflazione del prezzo di ciò che ci è indispensabile e la deflazione del valore dei nostri redditi.

In quanto ai risparmi, rimango fermo nella mia convinzione che la cosa migliore sia quella di capire ciò che ha valore e di convertire “bit” in cose reali. I mega ricchi stanno comprando intere isole caraibiche, terreni e riserve di caccia, opere d’arte, auto d’epoca, antiquariato, bunker di lusso, e anche oro in lingotti.

Però forse sbagliano e sono dei fessi. Dovrebbero convertire tutto in Bitcoin, come fanno quelli furbi. Chi vivrà vedrà!


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