L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 23 novembre 2020

Tagli alla sanità e all'istruzione

Guatemala: manifestanti bruciano Congresso

-23 Novembre 2020


L’approvazione di un budget che taglia la spesa per l’istruzione e la salute in Guatemala ha provocato violente proteste. Appresa la notizia, centinaia di manifestanti si sono mobilitati. La protesta si è propagata sino a raggiungere il palazzo del Congresso. Il 21 novembre i manifestanti sono entrati nel palazzo del potere politico e ne hanno bruciata una parte. Mentre raggiungevano il palazzo, i manifestanti hanno bruciato e vandalizzato alcune stazioni degli autobus.

Perché la protesta in Guatemala?

La protesta dei manifestanti parte dopo l’approvazione, da parte del presidente guatemalteco Alejandro Giammattei e dei membri del Congresso, del budget per il 2021. La proposta poi approvata prevede che la riduzione dei fondi per l’istruzione, la sanità e la lotta per i diritti umani. I manifestanti erano 7.000 e stavano protestando nei pressi del Palazzo Nazionale di Città del Guatemala. Per i manifestanti il bilancio è stato negoziato ed approvato dai legislatori in segreto, profittando dell’emergenza sanitaria e della furia degli uragani abbattutisi sul Paese.

L’irruzione dei manifestanti nel palazzo del Congresso

Un video sui social media mostra una finestra del palazzo e le fiamme che danzano all’interno dell’edificio legislativo. La polizia è intervenuta alla svelta per sedare la rivolta, sparando gas lacrimogeno contro i manifestanti. Mauricio Ramìrez, studente universitario di vent’anni, ha dichiarato: “Sento che il futuro ci viene rubato. Non vediamo alcun cambiamento, non può continuare così”. Sedati i manifestanti, Giammattei ha condannato le proteste attraverso un tweet.

Il tweet del presidente del Guatemala Giammattei

“Chiunque abbia partecipato agli atti criminali sarà punito con tutta la forza della legge”, ha detto Giammattei. Ha poi difeso il diritto dei cittadini alla protesta, specificando però che una qualunque protesta non può sfociare negli atti vandalici perpetrati nella sede del potere guatemalteco. Con una dichiarazione il vicepresidente Guillermo Castillo ha consigliato a Giammattei di dimettersi per il bene del Paese e di porre un veto al bilancio approvato.


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