L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 2 novembre 2020

Un pochino di respiro per lo Zambia

ZAMBIA: PECHINO ACCORDA DILAZIONE DEL DEBITO

Il governo di Lusaka ha reso noto di aver ottenuto una dilazione dei pagamenti dovuti alla China Development Bank.

L’istituto di credito statale cinese ha accettato di differire gli interessi dovuti il 25 ottobre di sei mesi e di riprogrammare il capitale dovuto entro la stessa data per tutta la durata della struttura del debito, ha fatto sapere il ministero delle Finanze dello Zambia. 

Sebbene il ministero delle Finanze non abbia fornito dettagli sull’entità del prestito della China Development Bank né sull’ammontare degli interessi differiti, lo Zambia doveva almeno 391 milioni di dollari fino allo scorso anno, secondo il rapporto economico annuale 2019 del ministero.

L’economia zambiana è in grave difficoltà a causa di un’impennata del debito estero che, quest’anno, si attesterà sui 12 miliardi di dollari, circa l’80% del Pil e il cui rimborso ai creditori è reso più difficile dalla forte svalutazione della moneta nazionale, il kwacha, che ha perso il 30% del proprio valore rispetto al dollaro negli ultimi sei mesi.

La nazione dell’Africa australe si deve ora concentrare per convincere i detentori privati dei suoi 3 miliardi di dollari in Eurobond ad accettare una sospensione di sei mesi dei pagamenti degli interessi entro il 13 novembre, data in cui è prevista un’altra scadenza difficile da rispettare. 

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