L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 dicembre 2020

Energia pulita - Gli interessi strategici della Germania e dell'Australia convergono e l'idrogeno verde vola

Un ponte di idrogeno verde tra Germania ed Australia

Dicembre 2, 2020

Al via lo studio di fattibilità per una filiera tedesco-australiana dedicata al vettore. Il progetto, finanziato da entrambi i governi, rafforza le aspettative nazionali sul fronte idrogeno


Il progetto HySupply studierà la fattibilità di un ponte di idrogeno tra Berlino e Canberra

(Rinnovabili.it) – Dalle prime promesse ai fatti. Germania e Australia continuano a lavorare al sogno di un ponte di idrogeno verde tra i rispettivi Paesi, una filiera condivisa in grado di dominare il mercato che verrà. E dopo la firma, a settembre 2020, della lettera di intenti, i partner passano oggi alla pratica. Lo fa sapere il Ministero dell’Istruzione della Ricerca tedesco, annunciando l’avvio dello studio di fattibilità “HySupply“. L’obiettivo è valutare da un lato le potenzialità delle tecnologie Made in Germany nel mercato australiano, dall’altro studiare il percorso del vettore da un emisfero all’altro, identificando le barriere esistenti per la creazione di una catena del valore globale. E fornendo opzioni tangibili per l’attuazione. 

Distanti eppure vicini. I due Paesi sono convinti di avere tutte le carte in regola per creare il loro ponte di idrogeno. Le più favorevoli condizioni locali garantiscono, infatti, all’Australia una produzione del combustibile più economica di quella tedesca. Al contrario, la Germania ha un vantaggio tecnologico, capace di portare nuove opportunità al di fuori dei propri confini.

“L’Australia – spiega la ministra federale Anja Karliczek – si è già posizionata come un paese di esportazione chiave per l’idrogeno verde ed è anche un importante mercato per le tecnologie tedesche. Nello studio di fattibilità congiunto esamineremo ora come sfruttare questo potenziale e quali soluzioni tecniche, economiche e normative sono disponibili. Prenderemo in considerazione l’intera catena di approvvigionamento: dall’elettrolisi in Australia al trasporto via nave fino all’impiego in Germania. Il progetto sarà un generatore di impulsi per la realizzazione di un ‘ponte di idrogeno’ tedesco-australiano”. Lo studio si propone anche di sviluppare modelli di business che favoriscano una partnership a lungo termine in questo campo. 

“Oltre a eccellenti istituti di ricerca, nello studio sono coinvolte anche note aziende dell’economia tedesca”, ha aggiunto Karliczek. “Sono lieta che siamo stati in grado di coinvolgere partner qualificati e di alto livello: da parte tedesca, acatech, l’Accademia tedesca delle scienze ingegneristiche, e la Federazione delle industrie tedesche (BDI); sul fronte australiano, l’Università del New South Wales. Auguro a tutte le persone coinvolte un buon lavoro e il successo”.

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